Paris Saint Germain, vittoria al Tas contro la Uefa: cambia il Fair Play Finanziario?

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista

Paris Saint Germain: risolta la disputa con l’UEFA

Tanto tuonò che piovve. Anzi, no. Così si potrebbe sintetizzare la questione relativa al Fair Play finanziario che ha visto una battaglia legale tra il Paris Saint Germain, uno dei club più facoltosi nell’attuale panorama calcistico europeo, e la UEFA, il massimo organo calcistico d’Europa. Il TAS (Tribunale Arbitrale Sportivo) ha dato ragione al club di proprietà dello sceicco Al Khelaifi riguardo alla questione del Financial Fair Play alla quale l’UEFA tiene molto, tanto da mettere nel mirino i conti del PSG nel triennio dal 2015 al 2017.

Paris Saint Germain: Il TAS dà ragione ai parigini nella contesa con la UEFA

Il club parigino era finito nel mirino del massimo organo calcistico per alcuni movimenti di mercato ritenuti sospetti, nel triennio 2015-2017. A suscitare le attenzione dell’UEFA erano state, in particolare, le operazioni dell’estate 2017 che portarono all’ombra della Tour Eiffel due campioni di grande livello come il brasiliano Neymar e il giovane talento francese Kylian Mbappé. Due acquisti pagati a cifre molto esose dal potente sceicco del Qatar Al Khelaifi, il quale dal suo insediamento come proprietario del Paris Saint Germain ha speso enormi quantità di denaro per portare la squadra ai vertici del calcio francese ed anche europeo.

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Paris Saint Germain: il dossier d’indagine e il ricorso

Il Paris Saint Germain aveva fatto ricorso contro la decisione del Comitato di Controllo Finanziario UEFA di riaprire nel settembre 2018 un dossier (già chiuso a giugno) sugli incriminati acquisti di Neymar e Mbappé. Il Tribunale Arbitrale dello Sport, con sede a Losanna, ha dato alla fine ragione al PSG archiviando il caso e ritenendo non necessario aprire ulteriori indagini. Una vittoria importante per i francesi che, altrimenti, avrebbero dovuto sopportare pesanti limitazioni nella prossima sessione di calciomercato, come già capitato ad altre squadre europee in questi ultimi anni.

Caso Paris Saint Germain: possibili ripercussioni sul principio del FFP?

Quello del Fair Play Finanziario è un tema centrale per la federazione calcistica europea che ha cercato di dare un’etica al calciomercato che, soprattutto negli ultimi anni, ha visto un enorme giro di denaro con calciatori pagati a cifre esorbitanti. Un fenomeno che è aumentato esponenzialmente dopo l’ingresso di capitali stranieri in molte squadre europee, in particolare dei cinesi e degli arabi che hanno iniziato ad investire massicciamente sul calcio, prelevando alcune squadre europee, più o meno prestigiose come il PSG. La sentenza arrivata da Losanna ieri potrebbe, dunque, rimettere in discussione questo principio. Da Nyon, sede dell’UEFA, arriva il primo commento alla sentenza: «Analizzeremo la decisione del TAS e prenderemo in considerazione appena possibile la messa in atto di ogni chiarimento o cambiamento delle regole» aggiungendo che «La decisione non mette in dubbio gli obiettivi UEFA in materia di Licenze e Fair Play Finanziario». Aldilà delle possibili decisioni che verranno prese da Nyon, chissà cosa penseranno i tanti club (tra cui Inter e Milan) colpiti in questi anni dalla scure del FFP. Loro hanno dovuto ridimensionare obiettivi e bilanci, mentre il PSG che dal 2012 ha speso 1,04 miliardi per vincere solo in Francia, è riuscito a dribblare il FFP.

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