FC Barcelona – 0-1 a Manchester contro i fantasmi dell’Old Trafford

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu


Il FC Barcelona batte all’Old Trafford il Manchester United con il risultato di uno a zero e ipoteca il passaggio del turno. Una rete di Suarez, deviata nella propria porta da una spalla di un giocatore di casa, permette al Barça di affrontare la sfida di ritorno fra sette giorni con maggior ottimismo per il passaggio alle semifinali.

Il Barcelona non aveva mai vinto a Old Trafford in tutta la storia del club nonostante le vittorie contro i Red Devils di Ferguson nelle due finali di Champions del 2009 e 2011. In terra inglese, tuttavia, i risultati non erano mai stati vittoriosi. La squadra di Valverde, inoltre, doveva giocare anche contro la cabala che lo vedeva eliminato per tre stagioni consecutive ai quarti di finale. Questa vittoria, non solo sfata il tabou Old Trafford, ma instrada la eliminatoria chiaramente verso Barcelona. Turno ipotecato, a patto di non sottovalutare la reazione dello United nella gara del Camp Nou. Contro il Psg, nel turno precedente, la formazione allenata da Solskjaer è stata capace di ribaltare una sconfitta interna per 2-0 in un trionfo esterno per 3-0. Dunque, molto è stato fatto questa sera, ma il più rimane da scrivere. Al ritorno servirà un Barça molto attento e concentrato a non concedere nulla ad una squadra che ha già dimostrato di saper essere molto pericolosa in trasferta.

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Questa sera è stato sfatato un altro tabou. Quello relativo alla maglietta. Il Barcelona è sceso in campo con la seconda divisa, gialla. E con essa è andata a vincere laddove, nella stagione 1983-84, Quarti di Finale di Coppa delle Coppe, cadde per 3-0 dopo aver vinto l’andata con il punteggio di 2-0. Allora la formazione di Luis Cesar Menotti giocò con la Meyba amarilla (divisa ritenuta sfortunata e perciò sostituita dalla azul nella stagione 1985-86). Anche allora si era in primavera, il 21 Marzo 1984. Dopo ben 35 anni il Barça si ripresenta a Old Trafford per un altro Quarto di finale vestito di giallo, di amarillo. La marca non è più Meyba, ora è Nike, ma il colore è il medesimo. Le strisce blaugrana ora sono sui bordini delle maniche, allora erano lungo il petto in verticale, ma per il resto le maglie sono assolutamente simili. Anche per quanto riguarda i colori dei numeri; blue in entrambi i casi. A distanza di tanti anni, questa sera il club blaugrana è riuscito anche a rimuovere dalla mente di soci e aficionados quel ricordo di un Barça perdente a Old Trafford vestito di giallo. Oggi si è sdoganata anche quella maglia, facendo giustizia ad una divisa che proprio quello stadio contribuì a idealmente a macchiare indelebilmente.

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Arrivando alla partita, la gara non è stata facile. Il Barça è sceso in campo preoccupato dalle veloci ripartenze in contropiede dei padroni di casa, abili nello sfruttare la velocità di Rashford e il gioco aereo e di sponda del colosso Lukaku. Mentalmente condizionato dall’incubo dei Quarti, Valverde ha pensato perlopiù a non farsi trovare impreparato sulle verticalizzazioni dei locali. I laterali (Semedo e Jordi) sono rimasti piuttosto bloccati, non proponendosi come loro costume e non sostenendo, di conseguenza, la fase offensiva. Senza le scorribande sulle corsie laterali, la manovra d’attacco della squadra ne è rimasta condizionata. L’allenatore extremeno ha pensato perlopiù a mantenere il controllo della gara che a dominarla. Ne è venuta fuori una partita molto tattica e pensata, nella quale poco è stato lasciato all’improvvisazione del momento e alla voglia di divertirsi. La squadra, tra l’altro, veniva da una partita di Liga enormemente dispendiosa come quella disputata sabato contro l’Atletico che ha di fatto consegnato le chiavi del campionato ai blaugrana. C’era dunque anche un discorso di gestione delle energie di cui tenere in considerazione.

La rete di Suarez, su deviazione della difesa del Manchester, ha da subito instradato verso Barcelona la sfida. Invece che premere sull’acceleratore, aumentare i ritmi del gioco per trovare a tutti i costi la rete del raddoppio, magari esponendosi a pericolosi contropiedi, il Barça ha pensato a gestire il vantaggio. Ciò a discapito della bellezza del gioco e della naturale propensione offensiva della squadra. Una mossa lucida e pragmatica, difensiva in un certo senso, che non sarà certo piaciuta a Barcelona.

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Messi, toccato duramente nel primo tempo da Smalling con una entrata da tergo che ha costretto l’argentino a farsi medicare a bordo campo una ferita al volto, con conseguente copiosa fuoriuscita di sangue, è stato condizionato nella sua prestazione da questo duro intervento che l’arbitro, l’italiano Rocchi, non ha sanzionato. Il 10 argentino, prima di essere travolto dal potente difensore di casa, era stato l’artefice dell’assist per la rete della vittoria blaugrana.

Nonostante Valverde abbia pensato più al controllo che allo spettacolo, lasciando in larghi frangenti della gara l’iniziativa al Manchester, il Barça è stata l’unica squadra a rendersi veramente pericolosa sotto porta. De Gea è stato infatti fondamentale sul risultato finale. Il portiere spagnolo si è dovuto impegnare severamente sulle conclusioni di Coutinho e Jordi. Sull’altro fronte, invece, Ter Stegen non è stato mai chiamato in causa dai giocatori di Solskjaer.

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