FC Barcelona – Apoteosi finale!

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu


Il FC Barcelona ipoteca la Liga 2018-19 battendo con un netto 2-0 l’Atletico del Cholo al termine di una partita lunga e dura quanto una battaglia campale. Prima Suarez, poi Messi, stendono un equipo colchonero rimasto in 10 uomini nel primo tempo per una gomitata di Diego Costa ai danni di Jordi Alba.

Il Barça ora vola a +11 sul rivale. Con un totale di 21 punti in palio, gli 11 che la squadra blaugrana vanta su quella di Madrid grazie alla vittoria di questa sera, sono un bottino più che sufficiente per dare il campionato sostanzialmente vinto e concentrarsi sull’obiettivo Champions. Solo la matematica, oltre alla mera scaramanzia, non permettono di stappare le bottiglie di Champagne. Oltre alla sfida di Old Trafford in programma fra 4 giorni.

Davanti a Solskjaer, tecnico dello United presente in tribuna arrivato per osservare i prossimi avversari, Il Barça ha giocato una partita tutto cuore e velocità. I cali di tensione registrati a La Ceramica nel turno infrasettimanale di campionato, non si sono visti, e la squadra ha mostrato il meglio di se stessa. Questa, d’altronde, era la finale della Liga. Vincerla significava sentenziarla e permettersi di concentrarsi sulla Champions, facendo qualche rotazione in campionato; pareggiarla consisteva mantenere il vantaggio acquisito, ma anche la suspense di un passo falso nelle ultime partite; una eventuale vittoria dell’Atletico sarebbe valso un biglietto per un film thriller dal finale del tutto imprevedibile e aperto a qualsiasi risultato.

Leggi anche:  Serie C, dove vedere Juventus Next Gen-Piacenza: diretta TV e streaming live

La formazione di Valverde non poteva dunque sbagliare gara o approccio. Si sapeva che il Cholo sarebbe partito forte, cercando di segnare per primo per rintanarsi in difesa in cerca del contropiede. Valverde e i suoi sono stati accorti. Hanno evitato la pressione alta e appiccicosa dei rojiblancos con il palleggio e la circolazione veloce della palla. L’espulsione di Diego Costa al 28′ ha certamente dato una mano ai blaugrana, che hanno potuto giocare in superiorità numerica e senza un uomo fastidioso e cattivo come avversario.

L’Atletico ha perso pericolosità e sostanza in attacco e Griezmann, fischiatissimo dal Camp Nou dopo La Decisione di metà estate scorsa, e la sua recente offerta al Barça dopo il fallimento del progetto Champions della coppia Cerezo-Simeone, ha retrocesso il suo raggio di azione, girando però a vuoto in attesa di qualche pallone giocabile. Nullo in avanti, l’Atletico ha continuato a svolgere il suo compito difensivo come se nulla fosse accaduto.

La squadra di Simeone non ha permesso che il Barça svolgesse il suo solito gioco. Un muro di due linee biancorosse si è opposto alle giocate raffinate dei padroni di casa. Intorno a Messi è stata costruita una gabbia di tre/quattro uomini. Ogni tentativo individuale veniva vanificato. Altrettanto è da dire per la connessione Messi-Jordi. La difesa dell’Atleti ha sempre sporcato le linee di passaggio, seguendo i movimenti del laterale in area di rigore. Con quella linea di passaggio limitata dal lavoro difensivo a chiudere della catena di destra colchonera, si è tentato di aggirare l’ostacolo attraverso tiri da fuori, sempre murati dalla difesa che usciva sull’uomo, e da incursioni sulla destra. I cross dall’esterno, tuttavia, erano spesso preda dei lunghi della difesa dell’Atletico. Laddove non riusciva a intervenire la fase difensiva rojiblanca, c’era sempre Oblak, autore di alcuni interventi miracolosi sulle conclusioni degli avanti del Barcelona.

Leggi anche:  Dove vedere Mondiale per club 2022, streaming gratis e diretta tv Sportitalia o Sky Sport?

Nella ripresa l’innesto di Malcom a destra, al posto di Arthur, ha dato maggior verve alla fase offensiva blaugrana. Anche L’Atletico ha rotto gli indugi e ha iniziato a rischiare il tutto per tutto per cercare di passare in vantaggio. Solo la vittoria avrebbe, infatti, portato benefici tangibili alla causa cholista. Così dentro Morata al posto di Filipe Luis. Colchoneros più spregiudicati e partita decisamente più aperta.
Ancora Oblak protagonista di una serie di spettacolari parate salva risultato. Messi, Malcom, Suarez, a turno, hanno tentato di bucare il portierone slavo. Ma il numero 13 dell’Atletico pareva imbattibile.

Solo con un tiro angolatissimo da fuori area di Suarez, sul quale il guardameta colchonero stava comunque per arrivare, il Barcelona è riuscito finalmente a passare. Era l’85’ e il Camp Nou è esploso nell’urlo apoteosico delle grandi occasioni. Il muro, colpito più e più volte senza alcuna scalfittura era stato abbattuto.

Leggi anche:  Milan, gli impegni del mese di Febbraio

Ora bisognava mantenere il vantaggio. L’Atletico si è disunito una frazione di secondo cercando di rimediare il risultato a fronte del tempo che stava per giungere alla fine. Il Barça, appena vista la filatura nello schieramento del Cholo, ci si è tuffato come un predatore che fiuta l’odore del sangue. Il contropiede blaugrana è stato devastante, e appena due minuti dopo la prima rete è arrivato il raddoppio di Messi. Partito in solitaria è entrato in area. Ha prima perso un contrasto, ma è stato così svelto da tornare sul pallone, girarsi su se stesso e tagliare l’area in orizzontale. L’argentino è stato affrontato da due uomini. Mentre continuava in direzione del dischetto del rigore ha fintato il tiro una volta, poi una seconda, ancora una terza. A quel punto ha fatto partire un sinistro rasoterra all’indietro a chiudere sul primo palo che ha preso in contro tempo difensori e portiere avversario. 2-0 all’87’.

A quel punto c’è stato solo il tempo per fare partire la festa sugli spalti e, al triplice fischio finale, anche sul terreno di gioco.

Giuseppe Ortu

  •   
  •  
  •  
  •