Daniele De Rossi vs Pallotta:”Capitano mio Capitano”

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

Roma è fatta così: non hai nemmeno il tempo di festeggiare la vittoria sulla eterna rivale della Juventus che subito passi dalla gioia alla tristezza per l’addio di De Rossi. Spesso queste decisioni vengono prese da dirigenti che magari nella loro vita non hanno mai fatto sport, al massimo avranno giocato a scopone scientifico e, non capiscono l’importanza, sia in campo che fuori, di un giocatore come il capitano, che ad oggi togliendo i dati anagrafici e gli infortuni, è ancora il centrocampista più forte  in Italia. Non so cosa accada a Boston ,ma una cosa è certa, alla Roma non piacciono i centrocampisti, che sono indispensabili per il successo di una squadra che lotta per qualsiasi traguardo. Radja,Kevin ed ora Daniele ,l’ultimo pilastro della città in cui ogni tifoso giallorosso riusciva ad identificarsi e a stringersi nei momenti di difficoltà, è stato allontanato; è vero che i romani hanno tanti problemi più seri da affrontare nella quotidianità, come la metro, i rifiuti, il traffico, le strade dissestate, l’inquinamento, la disoccupazione ecc.ecc. ma una cosa ancora possedevano,e cioè  l’ultima bandiera che li rappresentava nel mondo del calcio dove bastava dire oggi gioca pure De Rossi e andiamo tutti allo stadio, perchè se c’è lui c’è tutto, dagli anni d’oro di Capello e Spalletti agli anni bui di Luis Enrique e Zeman (seppur incolpevoli).Durante la sua ultima conferenza stampa il dispiacere di De Rossi era evidente e le affermazioni che ha fatto , chiunque ne capisca di calcio le ha condivise, poichè un giocatore di quel livello anche a 36anni, può essere utile e determinante nelle dinamiche di uno spogliatoio, composto da giovanissimi calciatori, facendone da chioccia. Lui ha vinto perché è nel cuore dei tifosi e lo sarà sempre, mentre Pallotta purtroppo in virtù della sua lontananza e mancanza di empatia con il mondo romanista, non sarà ricordato mai come amico della città. Nemmeno una settimana fa il Presidente chiedeva l’appoggio dei tifosi per sollecitare il comune a velocizzare le pratiche per il nuovo stadio,ma se togli tutti i migliori giocatori e elimini pure l’anima della squadra, come può pretendere che un fan possa schierarsi dalla sua parte? Al massimo potrà ottenere contestazioni e striscioni offensivi come è successo ieri l’altro a Trigoria e, addirittura a Londra , dove vive Baldini. Caro presidente, è vero che lei attraverso il suo fondo ci mette i soldi e oggi chi ha la grana comanda, ma lo sa che la civiltà giallorossa si costruisce con il dialogo, con la giustizia e la coerenza? O vuole comprarsi e chiudere tutte le radio capitoline che non  condividono le sue vedute? Perchè un capo come lei, di grande spessore non si può presentare allo stadio solo in caso di vittorie, ma deve presenziare soprattutto in casi come questi, dove la stagione non è andata bene, e se otterrà qualcosa come il 4to posto, lo dovrà ad un altro romano doc come Claudio Ranieri, che sta ottenendo il massimo con pochi mezzi a disposizione. Quando De Rossi ha abbandonato la conferenza stampa, sembrava di vedere l’indimenticabile
Robin Williams(Professor.Keating) nel film l’attimo fuggente, in cui il professore veniva allontanato ingiustamente dal suo mondo e dalla sua classe tra l’ovazione dei suoi studenti che testuale diceva” Capitano mio Capitano.“Ora, si spera che a furor di popolo la società capisca l’errore, perché si può sempre riparare e tenersi stretto De Rossi, altrimenti il popolo giallorosso ovunque andrà a giocare lo seguirà sempre. Ciao Daniele non hai colpe, se non sono alla tua altezza i dirigenti che hanno scelto di mandarti via,  per noi resterai per sempre l’ultimo dei mohicani giallorossi.

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