FC Barcelona – Obiettivo Finale

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu


Domani ad Anfield contro il Liverpool privo di Salah e Firmino il Barça, a sua volta senza l’infortunato Dembélé, proverà a conquistare la finale di Champions in un orizzonte stagionale da Le Mille e Una Notte. Con la Liga già vinta, la Finale di Copa del Rey che attende solo di essere disputata (il 25 maggio), questa può essere una annata veramente memorabile. Sarebbe il terzo triplete. Un qualcosa che segnerebbe un solco enorme tra il Barça e tutti gli altri club; un traguardo che celebrerebbe un mito e che porrebbe il FC Barcelona lassù, all’apice del Monte degli Dei. All’interno della squadra, il Mito dei Miti: il giocatore più forte di tutta la storia del calcio. Leo – D10S – Messi.

Per raggiungere la finale, e poi giocarsela a Madrid contro la vincente tra Ajax e Tottenham, bisogna però conquistare il diritto all’immortalità già da domani ad Anfield contro il Liverpool falcidiato dalle assenze, ma con il morale alto per essere ancora in corsa per il titolo di Premier dopo la rocambolesca vittoria a Newcastle.

Giocare a Anfield non sarà facile. Si parte con un vantaggio di 3-0; vero. Si gioca contro un avversario a cui mancheranno Firmino e Salah; vero anche questo. Ma il Liverpool è molto più di due giocatori, sebbene importanti come il brasiliano e l’egiziano. Sopratutto in casa. Il Liverpool è una squadra fenomenale in tutti i suoi singoli elementi, non tanto quali singoli strumentisti, ma certamente come insieme. In casa poi, nella cornice di Anfield, stadio che spinge e trasforma i beniamini di casa, è ancora più pericoloso. Lo stadio e il suo “You’ll never walk alone”, cantato all’inizio e al novantesimo di ogni singola partita dei Reds, infonde spirito battagliero ai giocatori.
La cornice di campo e pubblico sarà dunque la prima insidia. Vero è che il Barça e i suoi campioni sono abituati a giocare in ogni dove e a gestire le tensioni e i momenti topici delle gare, ma l’ambiente farà parte certamente della forza dell’avversario.
Il fatto di giocare privo di Firmino e Salah può essere un’arma a doppio taglio. Sono calciatori molto importanti, e non averli contro è sempre preferibile che doverli affrontare. Abbiamo visto l’importanza di Salah nella gara d’andata al Camp Nou, con i suoi movimenti veloci ad aprire spazi per i compagni con la sua tecnica e la capacità di attirare su di sé le attenzioni della difesa blaugrana. La loro assenza responsabilizzerà, tuttavia, i loro compagni di squadra. Sanno che non potranno contare sulle loro capacità, e moltiplicheranno gli sforzi per sopperire a questa grande doppia assenza. Il Barça non troverà un avversario diminuito nel suo potenziale. Tutt’altro, il Liverpool di domani cercherà di aumentare la propria corsa e fase di pressione nel tentativo di impedire il palleggio blaugrana e l’uscita del pallone de toque dalla difesa. Esattamente come è accaduto nei primi 15′ di Barcelona, questo sarà l’obiettivo dei padroni di casa nella partita di domani. Klopp, allenatore tutto nervi e passione, instillerà nei propri giocatori la convinzione che l’assenza dei compagni di squadra sarà una opportunità per mostrare al pubblico di fede Red le loro capacità di giocatori e di squadra. La combinata assenza di Salah e Firmino poi, potrebbe far credere al Barça che il compito sarà più facile di quanto preventivato alla vigilia. Nulla di più sbagliato. Scendere in campo con questa idea, anche solo inconscia, sarebbe il più grosso errore della stagione. Posto che di un errore di questo tipo già si è fatta abbondante esperienza lo scorso anno a Roma, la tentazione di immaginare un Liverpool in tono minore o diminuito nella sua capacità offensiva sarà certamente respinta al malizioso mittente.

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Roma è uno spauracchio che presto entrerà nel lessico catalano e diventerà sinonimo di trappola banale evitabile solo con la massima concentrazione e la massima serietà possibile. Tutti i giocatori del Barça, eccetto due tra quelli che scenderanno in campo domani, vale a dire Coutinho e Vidal, hanno provato sulla loro pelle quello smacco. I ricordi, le ferite, sono ancora fresche e sanguinanti. Per questo è facile escludere che non ci sarà certamente un’altra Roma.

Se Klopp schiererà la sua squadra con i due laterali più offensivi, contrariamente a come ha fatto al Camp Nou, dove ha usato una versione più accorta della sua creatura tattica, e l’attacco con Origi (o Shaqiri), Sturridge e Mané, il Barça scenderà in campo con l’undici già bello e pronto. L’infortunio di Dembélé apre la strada ad un Coutinho che probabilmente avrebbe giocato anche con la concorrenza del francese. A centrocampo la concretezza e il furore agonistico di Vidal avranno la meglio sulle geometrie e il controllo di Arthur (a Liverpool ci sarà da lottare e da non arretrare di un solo metro). In difesa come laterale destro potrebbe toccare a Semedo. In quella zona giocherà Mané, e la velocità del portoghese potrebbe permettere di gestire meglio le offensive dell’attaccante del Liverpool, molto veloce e agile.

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