L’ultima gara di De Rossi sarà contro il Parma. Le parole in conferenza stampa

Pubblicato il autore: Laurapetringa Segui

 

Daniele De Rossi. Un vero e proprio mito per i romanisti e non solo. A distanza di quasi due anni dall’addio del Capitano Francesco Totti ecco che un’altra . pietra miliare della Roma se ne va. Domenica contro il Parma sarà la sua ultima gara e saluterà i suoi tifosi. Oggi alle 12,45 si attende la conferenza stampa.

Romano  e romanista, è cresciuto nella giovanili del club. Con 615 presenze e 65 reti, De Rossi dopo Totti, è il giocatore che ha giocato più partite all’interno della squadra capitolina. Dopo il maggio 2017 è diventato capitano. Ha vinto per ben due volte la Coppa Italia e la Supercoppa nel 2007, con un gol strepitoso a San Siro contro l’Inter. Ma De Rossi non si ritirerà dal mondo del calcio. Vuole intraprendere nuove avventure lontano dalla Roma. Intanto il club ha diramato un comunicato ufficiale. Seguirà una vera e propria conferenza alle 12,45.

Il comunicato ufficiale del club

Per 18 anni, Daniele è stato il cuore pulsante dell’AS Roma», ha dichiarato il presidente del Club Jim Pallotta. ”
Ha sempre incarnato il tifoso romanista sul campo con orgoglio, affermandosi come uno dei migliori centrocampisti d’Europa, a partire dal suo debutto nel 2001 fino a quando ha assunto la responsabilità della fascia da capitano. Ci commuoveremo tutti quando, contro il Parma, indosserà per l’ultima volta la maglia giallorossa e rispettiamo la decisione di proseguire la sua carriera da calciatore, anche se, a quasi 36 anni, sarà lontano da Roma. A nome di tutta la società voglio ringraziare Daniele per lo straordinario impegno profuso per il Club. Le porte della Roma per lui saranno sempre aperte, con un nuovo ruolo in qualsiasi momento deciderà di tornare”

Come ci ricorda Il Messaggero De Rossi è anche uno degli elementi piu’ rappresentativi della Nazionale. Con le sue 117 presenze è al quarto posto tra i giocatori che hanno utilizzato piu’ volte la maglia azzurra. Un vero e proprio pezzo di cuore per l’Italia se dovesse andare in un club all’estero. De Rossi, uno di noi.

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La conferenza stampa di De Rossi

Alle 12,45 si è svolta la conferenza stampa. Erano presenti il CEO Guido Fienga, in apertura e Daniele De Rossi, entrato tra gli applausi dei giornalisti e dei compagni di squadra. Tra le varie domande ecco alcune delle piu’ rilevanti.

Apre la conferenza il CEO Guido Fienga.
“Vi abbiamo convocato per dirvi che ieri abbiamo incontrato Daniele e abbiamo comunicato la decisione della società di non rinnovare. Gli abbiamo spiegato di volerlo in società. Personalmente lo avrei voluto accanto fare il vice.”
Come è nata la decisione di non rinnovare?
La prima cosa che ho detto a nome della società ho detto che mi rendevo conto e mi scusavo che non fosse successo prima questo discorso, ma la società ha avuto tanti scossoni e questa è stata la conseguenza.  Quando mi sono reso conto che non poteva essere confermato perché non ci sono queste basi tecniche, con la consapevolezza degli errori commessi, ho spiegato a Daniele che la società non poteva considerare più come giocatore. E’ invece persona matura per riorganizzare questa società.

Domande a Daniele

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Cambieresti qualcosa nella tua carriera alla Roma?
Farei scelte diverse riguardo al quotidiano, episodi spiacevoli come cartellini rossi. Non tornerei indietro sulla scelta di dedicare tutta la carriera alla Roma. Se avessi la bacchetta magica metterei qualche coppa in bacheca. Sono sereno per questa scelta.

La riconoscenza dei tifosi cos’è per te?
Hanno dimostrato in tanti anni di tenere a me. Io ho fatto la stessa scelta. Non li ho cambiati con la possibilità di vincere. Ho avuto l’occasione di andare via, ci siamo scelti a vicenda. Oggi sarebbe un dramma se dicessimo il contrario. C’è un grande amore che continuerà, non escludo che nei prossimi anni mi vedranno in qualche settore ospiti a tifare i miei amici.

Una carriera durata 18 anni. Che cosa hai pensato quando te l’hanno comunicato? Il tuo futuro è già orientato verso qualche direzione?
Mi è stato detto ieri, ma non sono scemo. Lo avevo capito. Se nessuno ti chiama per un anno, la direzione è quella. Ho sempre parlato poco, perché non mi piace e non c’era niente da dire, inoltre non volevo distrarre la squadra. Ringrazio Fienga per l’offerta, anche Ricky Massara. So che c’è affetto e stima reciproca, forse si poteva andare avanti per uno o due anni ma è una decisione globale. Futuro? Ho sentito qualcosa, non ho chiesto niente a nessuno, non volevo distrarre me stesso dalla corsa Champions. Dopo controllerò tra i 500 messaggi se ci sono offerte.

Non sarebbe stato più giusto che decidessi tu quando e come smettere?
L’ho detto sempre a Francesco, non sono d’accordo. Ci sta una società che decide chi deve giocare e come. Avrei potuto essere importante per loro, ma decide la società. Qualcuno un punto lo deve mettere.

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Te la senti di lanciare un ancora alla Roma?
Di consigli ai tifosi ne posso dare pochi, ho imparato da loro ad amare la Roma. Quello che posso consigliare è di stare vicino ai giocatori, sono persone per bene e meritano sostegno.

Possono ora cambiare i tuoi progetti? 
Penso che mi piacerebbe fare l’allenatore. Fare il dirigente non mi attira, ma a Roma poteva avere un senso diverso. La sensazione è che per ora si possa incidere poco. Faccio fare il lavoro sporco a Totti, spero prenda potere. Poi un giorno magari lo raggiungerò. Vero che mi accoglieranno a braccia aperte, ma vorrei imparare prima.

L’addio lo immaginavi così?
Ho cercato di prepararmi mentalmente, senza immaginare. Questa è casa mia, sono entrato in quel cancello a 11 anni la prima volta. Io voglio giocare e loro non vogliono, non sono felice ma non ho rancore. Un giorno parlerò anche con il presidente e con Franco Baldini. Devo accettarlo altrimenti mi faccio male da solo. Da dirigente avrei rinnovato il contratto a uno come me.

Perché tutti questi addii dopo la semifinale di Champions?
Il rimpianto che ho è che tante volte, anche con la passata gestione, è che tante volte ho avuto la sensazione che la squadra diventasse davvero forte per poi fare un passo indietro. Non entro nei numeri, spero che con lo stadio si diventi più forti. Molti sono andati via e mi hanno detto “come stavo bene a Roma”. Qua si sta bene, è una piazza calda di cui hanno bisogno i giocatori. La Roma è forte e ha futuro. Si dovrà sbagliare il meno possibile, qualcosa si è sbagliato ma non ne parliamo oggi.

 

 

 

 

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