Retrocessione Palermo, il Comune vuole citare in giudizio la Lega B. Di Cintio rincara la dose: “È abuso di potere”

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

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Aggiornamento ore 16.20: Anche il Comune di Palermo si costituirà in giudizio contro la decisione della Lega B. È questa l’ultima indiscrezione proveniente dalla Sicilia: il sindaco Orlando infatti ha dato mandato all’Avvocatura comunale affinché valuti se ci siano gli estremi per adire l’Autorità Giudiziaria per la tutela dei diritti della squadra cittadina.

Aggiornamento ore 14.35: Anche l’avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto dello sport, è intervenuto in merito alla vicenda che vede coinvolto il Palermo: “La Lega di B ha esercitato un potere di cui non è dotata e non si può nemmeno fare appello alla necessità di portare a termine il campionato – continua – perché per le violazioni contestate al Palermo è previsto un rito abbreviato e il ricorso si discuterà nel giro di dieci giorni. Si poteva aspettare l’appello per avere una situazione di classifica chiara – precisa il legale -. Il corto circuito normativo è stato generato dalla decisione presa da club direttamente portatori d’interesse nella vicenda”. L’intervista è stata riportata da Repubblica.

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Fa ancora discutere la decisione del Tribunale Nazionale Federale che ha contestato alcune irregolarità amministrative commesse dal Palermo e per l’effetto condannato il club alla retrocessione d’ufficio in Serie C: oggi la rosa dei calciatori rosanero ha deciso di invitare la stampa per esprimere il proprio disappunto in merito alla sentenza emessa dagli organi di Giustizia Sportiva.
Erano presenti tutti in sala stampa: tra i giocatori serpeggiava non solo la rabbia ma anche un sentimento di impotenza, in quanto impossibilitati a fornire il loro contributo alla causa.
Il capitano Nestorovski ha parlato per primo, affermando che questi giorni sono davvero fondamentali per il futuro della società e della città, assumendosi, insieme a tutta la squadra, la responsabilità della mancata promozione in Serie A.
Ma Nestorovski non ha mancato di evidenziare come anche il terzo posto, conquistato sul campo, è stato evidentemente negato: si è trattato di un furto, secondo l’attaccante macedone, dopo che tutta la squadra ha lavorato duramente per un anno intero.
Pomo della discordia è altresì la mancata sospensione dei playoff, almeno fino alla pronuncia della Corte Federale d’Appello, chiamata ad esaminare il ricorso del Palermo.

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Palermo in Serie C, anche la Magistratura ordinaria interviene

La Serie B è nuovamente nel caos: l’annullamento dei playout, con tanto di stravolgimento dei regolamenti adottati, approvati e sottoscritti dalle rispettive società, con la conseguente disputa dei playoff, rende ulteriormente intrigata la vertenza.
Nel frattempo anche la Magistratura ordinaria si mobilita: a parlare è il magistrato presso il Tribunale di Palermo, Nicola Aiello, al “Giornale di Sicilia“. Il togato è un grande tifoso del club rosanero e ha voluto dire la sua in merito alla decisione assunta dalla Giustizia Sportiva: “Sarebbe stato opportuno attendere, quanto meno, la sentenza del Tribunale ordinario di Palermo che giudicherà Zamparini – precisa il giudice –. Se poi risponde al vero che al Chievo Verona, a parità di condizioni, sia stato riservato un trattamento diverso, sarebbe chiaramente violato il principio di uguaglianza“.
Un dato certo è che, secondo il magistrato, c’è stata una palese contraddizione tra due giudizi, ma in particolare senza ombra di dubbio si è consumata la violazione di un principio costituzionale. Infatti è lo stesso Aiello a rincarare la dose: “La Costituzione impone che si possa rispondere di un illecito soltanto a titolo di dolo o di colpa: dell’illecito sportivo di un dirigente non può rispondere la società“.

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