Serie A: tempo di addii e ultimi verdetti

Pubblicato il autore: Elena Caruso Segui


Finalmente è giunta l’ultima giornata del campionato di Serie A e i verdetti finali sono tutti arrivati senza troppe sorprese: alle retrocesse Frosinone e Chievo si aggiunge l’Empoli che contro l’Inter non riesce a resistere per più di un tempo e abbandona la Serie A con qualche rimpianto di troppo. I nerazzurri raggiungono così, dopo una partita non facile, la Champion League alla quale accede per la prima volta nella sua storia anche l’Atalanta dopo aver sbalordito la Serie A tutta con una cavalcata bella e concreta. I verdetti giunti da Inter e Atalanta non lasciano scampo al Milan che, nonostante la vittoria sulla Spal, deve accontentarsi dell’Europa League, traguardo comunque importante considerando l’andamento stagionale incerto e destabilizzante.

Quest’anno, però, più che per i risultati la Serie A resterà nella memoria per i numerosi e dolorosi addii

Prima De Rossi poi Allegri e Pellissier per non parlare di Barzagli, Abate e Sorrentino. Lacrime, nervosismi e negligenze per un finale di campionato per certi versi inaspettato. Perché a sorprendere  questa volta non sono i risultati preventivabili, almeno nella maggior dei casi, a inizio campionato ma per le rivoluzioni interne alle squadre.

Gli addii di Barzagli e Allegri scuotono i bianconeri.  L’addio del tecnico bianconero apre nuovi scenari per la Juventus e non solo, per i bianconeri in particolare si chiude un importante ciclo di vittorie dopo cinque intense stagioni: cinque titoli vinti, quattro coppe Italia e due supercoppe italiane. Non sarà facile per il successore fare meglio se non conquistare la tanto attesa e sognata Champions League, ad un passo nelle scorse stagioni in almeno un paio di occasioni. Anche l’addio di Barzagli, nel giorno della festa scudetto, lascia il popolo bianconero gioioso per la vittoria ma commosso. La standing ovation dello stadio per il difensore non lascia dubbi, Barzagli ha lasciato il segno nel cuore dei tifosi con all’attivo otto scudetti vinti con la maglia bianconera.

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Ad emozionare sono anche Pellissier, con il commovente addio al calcio giocato tra le braccia dei suoi tifosi costretti a salutare anche la Serie A dopo 11 stagioni, e il caloroso saluto alla maglia del Chievo del quarantenne portiere Sorrentino che comunque non smetterà di giocare.  Anche Pellissier saluta a 40 anni il Chievo e il calcio giocato per intraprendere la nuova avventura da dirigente e la società lo omaggia dopo 17 anni d’amore: “Finisce qui il campionato e finisce qui la carriera da calciatore del nostro capitano Sergio Pellissier. Grazie di tutto Sergio! Grazie con tutto il cuore”.

A destare le emozioni più grandi è l’obbligato addio di De Rossi alla sua amata Roma.

I detrattori del capitano sono sempre stati tanti, chi per l’età avanzata, chi per le espressioni colorite con cui spesso si è fatto espellere, chi per antipatia o semplice invidia per una splendida carriera fatta di stima e amore, adesso però tutte le critiche, le antipatie e i calcoli sembrano venir meno. Un po’ per convenienza e un po’ per cavalcare l’onda del sentimento, il capitano sembra essere amato da tutti, tutti ne piangono l’addio alla sua storica maglia pur avendolo ampiamente e aspramente criticato o addirittura abbandonato perché non più utile alla causa. Questo il ringraziamento ricevuto da molti, compresa la società, ma nonostante tutto De Rossi, tifoso prima che calciatore, saluta con grande dignità e senza polemiche invocando gli stessi sentimenti per i suoi tifosi, questo uno stralcio della sua lettera di addio rivolto proprio ai tifosi giallorossi“Grazie ai tifosi della Roma, i miei tifosi. Mi permetto di dire miei perché l’amore che mi avete dato mi ha permesso di continuare ad essere in campo parte di voi. Mai come in questi giorni ho sentito il vostro affetto e mai vi ho visto così uniti per qualcosa. Ora, il regalo più grande che mi potete fare è mettere da parte la rabbia e tutti uniti ricominciare a soffiare per spingere l’unica cosa che ci sta a cuore, la cosa che viene prima di tutto e tutti, la Roma”.

La sua lettera lascia presagire la grande commozione della sua ultima partita con la maglia della Roma

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L’Olimpico è colmo e la suggestiva coreografia della Curva Sud, con relativi cori, riempie occhi e cuore perché il capitano è pronto all’addio in una cornice spettacolare e con il preliminari di Europa League già in cassaforte la Roma deve solo pensare a salutare al meglio il proprio capitano alla sua ultima presenza in Serie A, forse.  Gli sguardi, gli applausi e i cuori uniti in un solo abbraccio sono solo per lui, l’eterno Capitan Futuro divenuto grande troppo in fretta. Gli occhi di un ragazzino che ha provato a fare grande la Roma e ha salutato la sua giovinezza con questo unico sogno.

All’Olimpico si commuove anche mister Ranieri, l’ovazione e l’omaggio al mister tifoso è accolto con inchini e lacrime perché la Roma non è solo un’azienda ma è una lunga storia d’amore e dedizione.

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