Mondiale di calcio femminile, la Cina si avvicina

Pubblicato il autore: Nazzareno Minniti Segui

Al mondiale di calcio femminile francese, in attesa della gara con la Cina – primo match da dentro o fuori per le Azzurre – avanzano Germania e Norvegia già qualificate ai Quarti di finale dopo il successo delle tedesche (3-0) sulla Nigeria e la vittoria ai rigori delle norvegesi sulla Australia.

Per la sfida in programma martedì allo Stade de La Mosson di Montpellier sono stati venduti 18mila biglietti, mentre la nazionale italiana continua la propria preparazione al centro sportivo Bernard Gasset, lo stesso che ha ospitato gli allenamenti della Nazionale dell’ex CT Conte durante l’Europeo del 2016.
Nel frattempo riscuote grandi consensi la numero uno azzurra, Laura Giuliani, che ha dimostrato di essere tra i migliori portieri del Mondiale. Con l’Australia ha parato il rigore calciato da Sam Kerr che ha poi segnato sulla respinta, nel secondo match con le giamaicane ha mantenuto la porta inviolata e con il Brasile, dopo una splendida parata d’istinto sul colpo di tacco di Debinha, ha salvato più volte il risultato, battuta solo su rigore da Marta. “Siamo arrivate sino a qua – ha dichiarato in una recente conferenza stampa – è un peccato mettersi ora dei freni. Continuiamo a sognare, nessuno si aspettava questi risultati e tutto quello che viene da adesso in poi è qualcosa di guadagnato”.

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Mondiale di calcio femminile: la storia di Laura Giuliani

Laura Giuliani appare solare e simpatica e sembra più matura della sua età, merito, forse, dei cinque anni trascorsi in Germania dove il calcio non le bastava per mantenersi. Si è impegnata in una fabbrica per l’impacchettamento di dvd, ha fatto la cameriera in un ristorante, la barista ed ha anche lavorato di notte in un panificio. Tanti sacrifici ripagati dalla soddisfazione di difendere la porta della Nazionale. “Quando ho deciso di andare a fare la panettiera era un momento di difficoltà e mi sono detta che era l’unico lavoro che potessi fare per potermi allenare di giorno. Il fatto di lavorare contemporaneamente al calcio è stato un modo per staccarmi dalla routine e per avere un’altra visione delle cose. All’inizio ho lavorato per costrizione, poi è tata una scelta”. Gigi Buffon è l’idolo di sempre, Alisson il modello del momento “Il portiere è un ruolo particolare perché sei li da solo  magari ti arriva un tiro a partita e in quel momento devi farti trovare pronto. E’ un ruolo che assomiglia alla vita di tutti i giorni fuori dal campo, un errore può servirti per analizzarti e cercare di migliorarti”.
Tra i temi più discussi in questi giorni quello delle dimensioni del campo e delle porte. C’è chi sostiene che un terreno di gioco ridotto e una porta meno alta permetterebbero alle calciatrici di esprimersi al meglio. Quanti sposano questa tesi prendono come esempio altre discipline come la pallavolo, dove la rete in campo femminile è più bassa di una ventina di centimetri. Ma per Laura “le porte devono rimanere uguali, sono dell’idea che niente va cambiato. Se sei posizionata bene riesci ad arrivare su palloni che un portiere uomo riesce a prendere anche se ha una posizione di partenza errata perché ha una struttura fisica e un esplosività diversa rispetto ad una donna”.

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