Stramaccioni in Iran ad allenare Esteghlal: “Nel mio percorso ho fatto molti errori ma sono migliorato”

Pubblicato il autore: Alessandro Pallotta Segui

File photo dated 30-04-2019 of A general view of Court One with its new extractable roof.

Sembra passata un’eternità da quando Andrea Stramaccioni stregò il mondo nerazzurro e soprattutto il presidente Massimo Moratti, con la vittoria della NextGeneration Series con i giovani nerazzurri e un girone di andata ottimo da allenatore della prima squadra, contraddistinta dalla vittoria dei nerazzurri allo Juventus Stadium e dal derby vinto e dedicato alla sua curva. Da lì a poco molteplici infortuni e delle frizioni all’interno dello spogliatoio, portarono all’esonero dell’allenatore classe ’76, sostituito il 24 maggio del 2013 con Walter Mazzarri.

Dopo l’esperienza nerazzurra e dopo essere stato fermo per una stagione, il 4 Giugno del 2014 diventa l’allenatore dell’Udinese con vice Stankovic. Dopo una stagione deludente terminata al quattordicesimo posto, Stramaccioni lascia il club, venendo sostituito da Colantuono.
Il 9 Novembre del 2015 diventa l’allenatore del Panathinaikos, dopo un periodo molto complicato contraddistinto da molte sconfitte, il tecnico risolve il contratto con la società greca ad inizio dicembre.
Nel Maggio del 2014 diventa l’allenatore dello Sparta Praga, firmando un biennale. Ma in virtù degli scarsi risultati ottenuti dalla squadra e dalla scarsa simpatia che avevano i tifosi nei suoi confronti, viene esonerato nel Marzo del 2018.

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Ora il tecnico romano è pronto a ripartire da una nuova esperienza, decisamente meno ambiziosa di quelle vissute negli ultimi anni ma comunque stimolante: il 13 Giugno del 2019, il tecnico ha firmato un contratto biennale con l’Esteghlal, squadra della prima divisione iraniana.
Il nuovo allenatore del club iraniano ha raccontato questa sua scelta ai microfoni di Sky Sport, con autore dell’intervista Francesco Pietrella.

L’ex tecnico dell’Inter ha debuttato affermando che è un ragazzo semplice, nella sua vita professionale ha fatto molti errori ma quest’ultimi lo hanno aiutato a crescere e a diventare un allenatore migliore.

In merito a questa nuova esperienza Stramaccioni ha dichiarato: “Ci sono molte differenze con il mondo occidentale. La cultura dell’Iran discende dall’Impero Persiano, è di religione musulmana ma è diversa dal mondo arabo, forse più simile alla Turchia”.

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Alla sua presentazione vi era anche l’ambasciatore italiano in Iran: “Sono stato orgoglioso di vederlo al mio fianco, mi ha fatto capire quanto il calcio e lo sport siano veicolo di unione e aggregazione, senza limiti o confini. Essere un piccolo ambasciatore calcistico italiano in Iran mi motiva”.

Stramaccioni inoltre ha parlato della sua esperienza tra le file della Roma e della sua gioia nell’essere stato selezionato dalle sue bandiere: “Sono romano e romanista, cresciuto a San Giovanni, era un sogno essere lì. Sono stato selezionato nella Roma di Bruno Conti, Vito Scala e Totti. Romanità al 100%”.

Il tecnico parla anche dell’amaro addio dalla ‘sua’ città: “Con l’arrivo della nuova proprietà, e soprattutto l’uscita della famiglia Sensi, stava cambiando qualcosa. Inoltre dopo 6 anni di settore giovanile volevo misurarmi con una ‘primavera’ e quindi presi questa decisione molto sofferta di lasciare. Andai a Trigoria per salutare tutti, non riuscii a trattenere le lacrime”.

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Per quanto riguarda il ‘capitolo Inter’ Stramaccioni ricorda le migliori partite alla guida dei nerazzurri: “Le partite più belle sono state quella contro la Juventus all’Allianz (3-1 per i nerazzurri ndr) e i 2 derby. Resta l’amarezza per i moltissimi infortuni della seconda parte di stagione (il ginocchio Milito e Samuel, la caviglia di Stankovic e il tendine d’Achille di Zanetti), la sconfitta a San Siro contro la Lazio e la semifinale di Coppa Italia persa contro la Roma”. La ‘sua’.

Per quanto riguarda l’esperienza all’Udinese il tecnico ha dichiarato che probabilmente peccò di esperienza e non riuscì a tenere alta l’asticella della tensione di una squadra di ragazzi che pensavano di aver raggiunto già la salvezza.

Dopo aver parlato delle altre esperienze avute all’estero, l’ex tecnico dell’Inter afferma qual’è la sua vittoria più bella e grande che abbia mai ottenuto nella sua vita:“Aver costruito una famiglia che mi ama e mi segue ovunque, perché dovunque andremo sarà sempre casa nostra.”

In bocca al lupo Strama!

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