L’ego di De Ligt potrebbe essere un’arma a doppio taglio per la Juventus?

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

L’arrivo del difensore olandese De Ligt alla Juventus, tiene banco in tutte le testate giornalistiche di tutto il mondo. I bianconeri stanno per concludere l’operazione con l’Ajax, anche se gli olandesi vogliono guadagnare una somma notevole dalla cessione del classe 1999. De Ligt era seguito da vari top club di rilievo a livello europeo e l’epilogo più scontato per lui, sarebbe stato quello di raggiungere il suo compagno di squadra nei lancieri, Frenkie De Jong, approdato al Barcelona. Ma così non è stato. Il perché? La personalità di De Ligt, giudicata “presuntuosa” da parte dello spogliatoio blaugrana. In particolare modo da parte del capitano Leo Messi.

È stato questo – secondo le indiscrezioni provenienti dalla Spagna – il principale motivo di questa rinuncia a trattare da parte del club catalano, il quale tiene molto a certi valori di umiltà. L’olandese pare essere un ragazzo con idee chiara e con un’innata personalità nonostante abbia appena 20 anni. Un nuovo Cruijff sotto certi aspetti. Ciò lo dimostra il colloquio che il giovane avrebbe avuto con il nuovo tecnico della Juventus: Maurizio Sarri. Nonostante la giovane età, il calciatore avrebbe parlato già di assetto tattico da tenere con la Juventus, quasi a proclamarsi già leader tattico della squadra, magari essendo sicuro di avere un posto da titolare con i bianconeri.

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Forte personalità 

La chiara forte personalità del 20enne olandese può essere un’arma a doppio taglio: da una parte è un bene perché avere una forte convinzione nei propri mezzi è senz’altro un vantaggio e una base solida per il futuro, ma questa forte personalità, vogliosa di imporsi fin da subito, potrebbe causare problemi nello spogliatoio juventino dove già ci sono personalità di spessore come Chiellini, Cristiano Ronaldo, Bonucci, ovviamente il nuovo tecnico Sarri e il rientrato Buffon. Forse Gigi è stato riportato alla base proprio per questo: tenere a bada i bollenti spiriti come De Ligt. Certamente il tulipano di Amsterdam, vorrà dire la sua a Torino. Sia in campo che nello spogliatoio.

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