Campagna Abbonamenti Atalanta: l’analisi della questione

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

La campagna abbonamenti 2019-20 ha fatto molto discutere nelle ultime ore: tra prezzi aumentati, agevolazioni rimosse per determinati motivi e comunicati nei confronti della società. Attraverso i social, i tifosi dell’Atalanta hanno discusso sulla questione: ovviamente tra chi appoggiava le decisioni societarie e altri che invece sono andati contro Percassi. Per una stagione importante come questa, l’entusiasmo ha lasciato spazio ad un misto tra rabbia e rammarico. Giusta la scelta della dirigenza a seguire questa direzione oppure c’è stato un vero e proprio flop? Come sempre non perdiamoci in chiacchiere e analizziamo il contesto.

DIVENTARE GRANDI: GIUSTO AUMENTARE, ANCHE SE… – A livello generale, aumentare gli abbonamenti in una squadra di calcio in base agli ultimi risultati sportivi è un contesto che per le “big” è la realtà delle cose. Nel caso dell’Atalanta viene preso come una sorpresa visto che la squadra ha sempre lottato per obbiettivi minori, con una struttura dove l’ultima ristrutturazione era datata 1991. Con i lavori in corso e i progetti, la crescita dei costi era più che mai scontata, anche se per certi versi c’è stata qualche lacuna. Escludendo la nuova Curva Nord dove il prezzo (aldilà degli aumenti) è abbastanza ragionevole, in Tribuna Ubi e Parterre sono state sparate delle cifre che, visto il mancato intervento strutturale (i lavori sui vari settori verranno eseguiti in più anni), sono esagerate: si è pur sempre in Champions ma è un rapporto qualità-prezzo abbastanza incompatibile. C’è tanta voglia di Atalanta e la mossa di Percassi è stata astuta e allo stesso tempo impeccabile dal punto di vista imprenditoriale, ma in certi frangenti si poteva fare meglio: aumentarli in maniera non esagerata.

FAMILY, OVER 65 E DONNE: TRA GIUSTIFICAZIONI E BUONE INTENZIONI – Quello che ha fatto storcere il naso ai sostenitori dell’Atalanta è stata la rimozione di queste opzioni sull’abbonamento: Family, agevolazioni per gli Over 65 e infine gli sconti per le donne. Tenendo presente che gli sconti per le tifose nerazzurre sono state da sempre una tradizione, e togliere le agevolazioni agli over 65 è un po’ una stangata nei confronti di chi da tanti anni è abbonato allo stadio, è stato il capitolo “Famiglie allo stadio” a far discutere parecchio sui social. La società nerazzurra ha giustificato questa decisione dicendo che si è riscontrato che molte famiglie si abbonavano per poi vedere solo tre partite l’anno e lasciare sempre posti vuoti. La base di per se è abbastanza ragionevole, ma poteva essere adottata in maniera diversa: magari copiare il modello Borussia Dortmund nella quale l’abbonamento veniva tolto in caso non si vedevano un tot di partite l’anno. Essa è stata una scelta in cui si potevano adottare altre soluzione, contando che molte famiglie nerazzurre sono state abbastanza penalizzate.

ALDILA’ DI TUTTO, GUAI A CRITICARE QUESTA SOCIETA’ – Indipendentemente da tutto quello che è successo, c’è chi ha il coraggio di andare contro la società (famiglia Percassi in primis): accusandoli di aver preferito il “Dio denaro” ai tifosi. Questa critica è fuori luogo nei confronti di chi, attraverso passione e dedizione, ha guidato alla grande l’Atalanta Bergamasca Calcio, ma bastano i fatti per far smontare queste considerazioni basate sul nulla: aumento del fatturato, ristrutturazione dello stadio, ascolto al popolo nerazzurro, ambizione, settore giovanile impeccabile, tutela del marchio e notevoli investimenti. Per non parlare che Antonio ha salvato la società da un fallimento quasi inevitabile (derivato dalla gestione Ruggeri). Che ci si trovi in disaccordo è normale, ma conta avere equilibrio: anche in queste circostanze.

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