Raheem Sterling, da “nuovo Robinho” a bomber implacabile del City

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

La maturazione raggiunta da Raheem Sterling sotto la guida di Pep Guardiola è oramai un topic calcistico ricorrente in Premier League. L’ala del Manchester City è assieme a Kevin De Bruyne, il calciatore più influente nei campioni d’Inghilterra in carica. Strappato al Liverpool nel 2015, l’inglese con origini giamaicane classe 1994, non ha assolutamente impressionato sotto la guida di Pellegrini nel suo primo anno nel City. In molti già lo bollavano come un flop colossale date le sue grandi manchevolezze sotto porta, lacuna riscontrata già dai tempi di Liverpool. I media lo dipingevano come un giocatore rapido, dotato di un grande dribbling ma tremendamente inefficace davanti al portiere.

In effetti, inizialmente Raheem pareva in alcuni frangenti un centometrista giamaicano mancato. Un possibile erede di Usain Bolt, nato in Giamaica proprio come lui. Tante accelerazioni, tanti dribbling palla al piede, ma fini a se stessi e soprattutto pochi gol. In molti oramai lo paragonavano a Robinho, calciatore che ha disputato una carriera brillante ma famoso per i suoi errori in area. Beh, i vari detrattori di Raheem possono pure ricredersi vedendo come l’attaccante inglese sia maturato da tre anni a questa parte, sotto la guida di Guardiola.

Esplosione in zona gol

Pep è riuscito a farlo entrare nei suoi schemi e stile di gioco alla perfezione, limitandone le inutili corse sulla fascia, facendo giocare Sterling più vicino alla porta e dandogli l’ordine di partire dalla sinistra, per poi farlo accentrare e andare al tiro. Il risultato è stato devastante. Nelle ultime due stagioni, Sterling ha realizzato ben 48 reti stagionali, contro le 21 complessive delle due stagioni precedenti. I numeri non mentono e la tripletta realizzata due giorni fa contro il West Ham al London Stadium, non è arrivata per caso. Sterling adesso sente la porta e la seconda rete realizzata agli Hammers lo dimostra: girato e senza vedere il portiere in uscita, il classe 1994 avverte comunque la presenza dell’estremo di difensore alla sue spalle – come i bomber di razza – si gira e anticipandone il movimento, lo in infila con un preciso pallonetto. Che dire. La metamorfosi da Calloni a macchina da goal è completata. Complimenti Sterling. Complimenti Guardiola.

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