FC Barcelona – Un monumentale Ter Stegen salva un Barça sottomesso a Dortmund

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


Un FC Barcelona degno dei peggiori incubi demoniaci strappa un punto a Dortmund contro il Borussia solo grazie a un gigantesco Ter Stegen e a una buona dose di buona sorte. Dove non è arrivato il portierone tedesco, che ieri notte ha dimostrato alla Germania tutta e a Neuer chi è il vero numero uno, non solo della nazionale teutonica ma di tutto il mondo, è giunta la traversa in suo aiuto a negare la gioia della rete alla squadra allenata da Lucien Favre.

Sensazione di debolezza e fragilità

Il risultato è assolutamente bugiardo. Solitamente gli incontri a reti bianche sono sinonimo di scarse emozioni. In questo caso le emozioni si sono avute, e succedute, a grappoli. Tutte da parte del Dortmund però, che avrebbe ampiamente meritato la vittoria. I blaugrana, ieri con la terza maglia, una inguardabile maglietta in stile Kappa della metà degli anni novanta, sono apparsi una squadretta di poco conto sballottata qua e là come un carico mal disposto all’interno di un furgone che percorreva una strada tortuosa a folle velocità. Costantemente in balia dell’avversario, la squadra di Valverde ha sofferto per tutta la partita la maggiore intraprendenza dei tedeschi. Veloci, decisi, precisi nelle giocate e nelle geometrie, sempre ficcanti negli attacchi, i ragazzi di Favre per larghi tratti di gara hanno posto un assedio che pareva infinito all’area di rigore blaugrana. La BVB ha giocato come avrebbe dovuto fare il Barça. Come sapeva fare il Barça. Ma quella squadra, nell’era Valverde, non c’è più. Al suo posto c’è un ibrido senza senso che cerca di giocare in difesa senza riuscirci e ripartire in contropiede con lanci lunghi per giocatori da sempre abituati a gestire la partita nella metà campo avversaria con passaggi brevi, rasoterra, ravvicinati e ad altissima velocità. Un paradosso.

Grande Ter Stegen

Se la gara non è terminata con una goleada del Borussia Dortmund è solamente frutto delle parate di un Ter Stegen da 10 in pagella, (ha anche parato un calcio di rigore calciato da Reus) e dell’imprecisione sotto porta dei padroni di casa. Il Barcelona non è mai stato veramente in partita. Questo risultato, ma sopratutto la maniera in cui la squadra è stata messa sotto, deve fare ampiamente riflettere il suo allenatore e la junta directiva. Di questo passo, senza un cambio di rotta deciso e drastico, tra cui l’assoluta necessità di un cambio della guida tecnica, questa squadra si ritroverà a essere fuori da tutti i giochi già in inverno. Altro che sogno di triplete!

Una squadra allo sbando in trasferta

La formazione di Valverde ha fallito per l’ennesima volta in trasferta. Con quella di ieri sono ben sette le trasferte consecutive senza vittoria tra la fine della stagione scorsa e l’inizio di questa. Quattro sconfitte e tre pareggi con un bottino di 12 reti subite e appena cinque realizzate. L’ultima vittoria risale addirittura al 23 aprile, 0-2 a Vitoria contro l’Alavés.
Nella sfida di ieri notte si è manifestato tutto il disagio e la confusione che regna dal punto di vista tattico e tecnico. La squadra è chiaramente messa male in campo. Estremamente lunga, con praterie tra i reparti che gli avversari cavalcano come i pionieri della frontiera americana. La difesa è lasciata in balia di se stessa dai mancati, o tardivi, rientri di centrocampisti e attaccanti. Ieri i difensori dovevano affrontare avversari che giungevano da tutte le parti. Con lunghe distanze tra i giocatori, gli stessi sono costretti a portare palla, tentare dribbling o rifugiarsi in inutili, dannosi e antiestetici lanci lunghi. Di conseguenza anche l’attacco risulta sterile e improduttivo senza i dovuti e costanti rifornimenti.
In questo modo si snatura quello che era il carattere più identitario del Barça: il suo stile di gioco, l’Estilo Barça. Se Cryuff diceva, “finché abbiamo il possesso della palla gli avversari non ci possono fare goal”, Valverde sta portando i blaugrana a fare esattamente il contrario, trasformando una squadra unica in una formazione normale che si difende e spara il pallone in aria alla ricerca del compagno lontano.

Come un cigno

Il Barça è come un cigno. Una creatura regale e elegante, austera e unica nel suo genere; inimitabile. E’ così finché resta nel lago, del cui specchio d’acqua è l’indubbio signore e padrone. Ma se dovesse portarsi sulla riva, perderebbe tutto il suo fascino e si trasformerebbe in una ridicola oca. Il FC Barcelona, con la sua storia di gioco, è come un cigno. Meraviglioso finché mantiene il suo status e il stile, unico e inimitabile. Se intende scimmiottare altre squadre, facendo difesa e contropiede, e allungandosi oltre misura, si snatura e diventa inguardabile e fragile. Il Barça non è in grado di difendersi passivamente, non è nelle sue corde. Ogni qualvolta ci ha provato è stata messa sotto. Roma, Anfield e ieri notte, tanto per citare alcuni esempi. Il Barça deve giocare all’attacco, avendo un possesso di palla non sterile (come capita con Valverde), ma finalizzato a trovare lo spazio in area di rigore per il taglio, l’imbucata e la conclusione a rete. Speriamo che qualcuno veda, apra gli occhi, e agisca per il bene dell’Entità barcelonista.

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