Fikayo Tomori, quando il calcio e i libri vanno di pari passo

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

 

Il calcio e i libri sono come il cane e il gatto, non vanno esattamente d’accordo. La maggior parte dei calciatori tende a trascurare gli studi per concentrarsi sulla carriera professionistica che rende di fatto “inutile” una vera e propria formazione. Del resto, perché studiare quando si possono guadagnare milioni semplicemente rincorrendo un pallone? A patto ovviamente di arrivare ad alti livelli.
Tuttavia, ci sono calciatori che preferiscono trascorrere il proprio tempo libero sui libri, magari per conseguire una laurea che potrebbe tornare utile una volta appesi gli scarpini al chiodo. E’ il caso del difensore del Chelsea Oluwafikayomi Oluwadamilola “Fikayo” Tomori, particolarmente richiesto dai giornalisti nel ritiro dell’Inghilterra. Ma non per il fatto di essere stato convocato per la prima volta in nazionale, dopo essersi messo in luce con la maglia dei Blues, piuttosto perché è iscritto all’università e tra un anno potrebbe laurearsi in Economia e Commercio. A differenza dei suoi compagni di squadra, i quali nel tempo libero si dedicano ai videogame, il 21.enne nativo di Calgary (oltre a quella inglese possiede anche la cittadinanza canadese e nigeriana) è impegnato a preparare gli esami.
“E’ vero, tutti i miei compagni giocano ma io non sono un grande gamer – sorride –. Non giocherò a calcio per sempre. Devo pensare al mio futuro, a quando mi ritirerò”.
Nulla da dire. Il ragazzo ha la testa bella salda sulle spalle, dentro e fuori dal campo.

Tomori non è comunque l’unico ad aver affiancato libri e pallone. Ad esempio Giorgio Chiellini è laureato in Economia e Commercio all’Università di Torino; il centrocampista offensivo del Manchester United Juan Mata ha studiato Giornalismo all’Università Politecnica di Madrid e preso due master in Economia e Scienze motorie; l’ex portiere del Liverpool Simon Mignolet è Dottore in Scienze politiche; Romelu Lukaku ha conseguito la laurea in Management del Turismo e parla ben otto lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano, portoghese, olandese e swahili.
E infine non possiamo non citare il “cervellone” Frank Lampard. Qualche anno fa l’attuale tecnico del Chelsea, nell’ambito di una ricerca sui problemi neurologici causati dagli infortuni, venne sottoposto a un test del quoziente intellettivo dal quale emerse un punteggio di 150…

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