FC Barcelona – Valverde stecca anche contro lo Slavia

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui


Altro disastro valderviano. Dopo la scandalosa attuazione contro il Levante al Ciutat de Valencia, sconfitta per 3-1 con tre reti subite in sette minuti, Valverde raddoppia. In casa, contro il modesto Slavia Praga, poco più di una squadra di Segunda, la sua squadra non va altre il misero 0-0. Un risultato che mette a rischio il primo posto e, chissà, forse anche la qualificazione agli ottavi di Champions League. Una vittoria questa notte avrebbe portato i blaugrana a un solo punto dalla qualificazione da conquistare in due gare. Ora, invece, la situazione si fa maledettamente seria e complicata. Con due partite ancora da disputare, Dortmund in casa e Inter a Milano, il Barça dovrà sudare le proverbiali sette camicie per superare il turno da prima classificata.
Se già è complicato battere lo Slavia in casa, non vogliamo immaginare cosa possa essere conquistare qualificazione e primo posto contro tedeschi e italiani.

Contro la formazione di Praga Valverde ha dimostrato tutti i suoi limiti di una guida tecnica modesta e non all’altezza della Champions League. La squadra ha mostrato tutti i limiti fino a questo momento evidenziati. La squadra è lenta, sfilacciata, sfiduciata, messa male in campo. Senza centrocampo, il Barça è letteralmente spaccato in due: difesa, attacco e in mezzo il nulla. The deep blue per dirla alla maniera anglosassone. I tre centrocampisti, che questa notte sono stati Busquets mediocentro, De Jong e Vidal interni, si sono sempre trovati appiattiti sulla linea dei difensori o su quella degli attaccanti. Anche oggi la squadra ha dimostrato di essere una ciambella con il buco in mezzo. Lo Slavia, mai pressato, mai messo in difficoltà in mezzo al campo, ha giostrato senza sforzo e rallentato i ritmi, già lenti da parte blaugrana.

I pericoli da parte della formazione blaugrana sono stati esclusivamente nati da iniziative personali, Messi su tutti, o da azioni a balòn parado. Anche questa notte, come nella altre gare della stagione barcelonista, Messi ha giocato una gara nella gara. Ogni volta che la squadra ha cercato di giocare come collettivo ha finito inevitabilmente con l’accartocciarsi su se stessa. Palloni errati, appoggi elementari (per il Barça) sbagliati. Oltre a una lentezza esasperante nella manovra e nel movimento senza palla dei singoli giocatori. Quando il Barcelona è diventato pericoloso è stato perché Messi ha deciso di giocare da squadra e di giocare da solo. In questo modo nei primi 45′ è arrivata una traversa clamorosa dopo una azione personale dell’argentino partito dalla propria metà campo. Da parte sua lo Slavia è partito in contropiede ogni volta che ha potuto, mettendo in difficoltà spesso e volentieri la squinternata difesa blaugrana.

Nella ripresa la musica non è cambiata. Il Barça a tenere il pallone tra i piedi, ma senza alcuna idea di gioco e di come affrontare un avversario che attendeva tranquillo le giocate dei padroni di casa. Con una difesa altissima, fin sulla trequarti, lo Slavia ha chiuso ogni linea di passaggio, avvantaggiato dall’assenza di ritmo del Barça. I giocatori offensivi blaugrana hanno spesso ricevuto palla con le spalle alla porta avversaria, costringendoli a scaricare ancora all’indietro o a girarsi su se stessi. In questo modo la manovra veniva ulteriormente rallentata, favorendo il gioco della difesa ceca.

In 90′ Valverde non è stato in grado di cambiare di una virgola la sua squadra, che ha proseguito con lo spartito monocorde che ha deciso di suonare sin dal calcio d’inizio. Anche questa sera ha dimostrato di non avere argomenti tattici, fantasia e preparazione nel leggere la gara e modificare le dinamiche in gioco. Dopo la sconfitta patita appena sabato scorso, quest’altra battuta d’arresto segna sempre più il cammino di Valverde al FC Barcelona. Anno dopo anno questa squadra gioca sempre peggio. Questa stagione peggio di quella passata. Lo scorso anno peggio della prima. Invece che migliorare l’intesa, le giocate e la connessione tra i giocatori, con il passare degli anni il Barcelona si sta disgregando sempre più. Il paradosso è proprio questo: il trascorrere del tempo aumenta il disagio e la sensazione di fragilità di una squadra che nell’era Valverde ha perso il suo gioco, il suo Stile, la gioia di giocare e la fantasia. In tre anni Valverde, come Attila, ha distrutto una magnifica squadra, il suo Dna e la sua anima.

Mentre Valverde continua imperterrito a non assumersi le sue responsabilità sul fallimento della sua esperienza a Barcelona, anche sabato alla domanda di un collega in conferenza stampa che gli chiedeva se per caso avesse intenzione di rassegnare le dimissioni, il Txingurri ha risposto con un rotondo “no”, la Junta continua a dormire (come Valverde in panchina) e a tenere gli occhi chiusi sulla disgregazione del suo progetto elettorale. Un solo dato della partita di questa notte vale riportare per commentare risultato e situazione: lo Slavia ha battuto 9 calci d’angolo contro i 6 blaugrana. Inutile avere il possesso palla se l’avversario attacca più di te e gestisce la sfida in fase offensiva.

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