Juventus Women, il pesante addio di Eni Aluko: ” Stanca di essere trattata come una ladra”

Pubblicato il autore: Giovanni Esposito Segui

Dopo un anno e mezzo in bianconero, Eni Aluko lascia la Juventus e accusa la società italiana definendola indietro sotto il punto di vista dell’integrazione.

Un anno e mezzo di successi con la Juventus Femminile con la quale ha vinto uno scudetto, una coppa Italia e una Supercoppa Italiana ma oggi Eni Aluko chiude in modo triste e pesante la sua avventura bianconera. L’attaccante nigeriana, naturalizzata britannica, annuncia che domenica contro la Fiorentina sarà la sua ultima partita con la Juventus Women: una decisione che ha maturato in questi mesi complici alcuni spiacevoli eventi che ha vissuto nella sua breve parentesi italiana. L’attaccante bianconera, infatti, accusa la società italiana, in particolar modo Torino, di essere indietro sul tema immigrazione e dichiara: “ A volte Torino sembra un paio di decenni indietro sul tema integrazione. Sono stanca di entrare nei negozi e avere la sensazione che il titolare si aspetti che io rubi qualcosa. Certe volte arrivi in aeroporto e i cani anti-droga mi fiutano manco fossi Pablo Escobar.”

Aluko, però, precisa che non ha mai avuto episodi di razzismo in campo con la Juventus ne tantomeno dai tifosi bianconeri che hanno sempre apprezzato le gesta tecnica dell’attaccante. Nella lunga lettera, pubblicata sul giornale inglese Guardian, ringrazia però le sue compagne e ripercorre le tappe importanti nella sua parentesi in bianconero: ” Ripensando ai miei successi con questa squadra, che includeva il completamento della scorsa stagione come capocannoniere, sono orgogliosa. Quando sono arrivata, non sapevo se potevo adattarmi allo stile di gioco, alla cultura, alla lingua e alla città di Torino. La mia ultima partita è contro la Fiorentina, seconda classificata della scorsa stagione. È un match importante nella corsa al titolo contro una diretta concorrente. Non vedo l’ora di salutare i tifosi della Juventus che mi hanno mostrato rispetto e sostegno. Domenica torno a casa”. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un caso di razzismo, questa volta fuori dal campo, che hanno letteralmente cacciato dal paese una giocatrice: chissà  a quanti casi ancora dobbiamo assistere prima di porre fine ad una piaga così brutta come quella del razzismo.

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