La curiosa storia di Markku Kanerva, il CT-maestro artefice del “miracolo finlandese”

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

La prima volta non si scorda mai. La più grande sorpresa di queste qualificazioni è stata senza dubbio la Finlandia che è riuscita nell’impresa di staccare il pass per Euro2020, prima storica partecipazione a un grande evento internazionale. Sovvertendo ogni pronostico, la nazionale scandinava ha chiuso il proprio girone di qualificazione alle spalle dell’Italia, ma soprattutto davanti a Bosnia e Grecia, le due squadre che sulla carta avrebbero dovuto giocarsi il secondo posto, trascinata dalle parate di Lukaš Hradecky, portiere del Bayer Leverkusen nato a Bratislava, e dai 9 centri di Teemu Pukki, bomber del Norwich City che in Premier League ha segnato fin qui gli stessi gol di Kane, Salah e Rashford. Ma per gli addetti ai lavori, il vero artefice del “miracolo finlandese” è il suo ct Markku Kanerva, classe 1964.

Difensore di ruolo, la maggior parte della sua carriera la trascorse all’HJK Helsinki, la squadra più titolata della Finlandia, collezionando anche 59 presenze con la maglia della propria nazionale. Markku non è tuttavia un allenatore come gli altri. Poco prima di appendere gli scarpini al chiodo, decide di voler insegnare. Ma non calcio, bensì a scuola. Qualche anno dopo si laurea in Scienze dell’Educazione con la specializzazione in matematica. Quindi inizia a lavorare in una scuola elementare in Svezia, per poi trasferirsi a Haaga, nella periferia della sua città natale, Helsinki. La sua passione per il calcio, però, è tutt’altro che sopita. Nel 2003 decide di tornare in panchina e da lì a poco arriva la chiamata dell’Under 21, che guiderà per sei anni, e da qui il salto in nazionale maggiore nel ruolo di assistente.
Nel dicembre del 2016, dopo 11 sconfitte consecutive e con una la squadra allo sbando, la Federazione decide di esonerare lo svedese Hans Backe e di promuovere Kanerva a primo allenatore. Inizialmente la squadra continua ad annaspare e i risultati non arrivano. Così decide di puntare sul gruppo che ha allenato in Under 21 nel tentativo da dare una svolta. E ci riesce. Il primo vero segnale di come il vento sia definitivamente cambiato arriva in Nations League dove la Finlandia, inserita nella Lega C, chiude al primo posto il proprio girone davanti a Ungheria, Grecia ed Estonia. Dodici mesi dopo Kanerva realizza il sogno di generazioni di finlandesi riuscendo a portare la “Suomi” agli Europei. Il suo ruolino di marcia è di tutto rispetto: in 32 partite colleziona 18 successi, 5 pareggi e 9 sconfitte. La Finlandia ha spiccato il volo, volando ad altezze mai raggiunte prima nella propria storia.

La sua formula vincente risiede in un sistema di gioco basato su un 4-4-2 tanto semplice quanto efficace, nonché in un approccio alla squadra incentrato su due regole fondamentali: dare fiducia al gruppo e incoraggiarlo di continuo. Da buon insegnante qual è, al termine di ogni partita studia e analizza minuziosamente la prestazione dei propri giocatori per individuarne gli errori, ma anche gli aspetti positivi. Inoltre, durante i ritiri crea dei gruppi di lavoro collettivi, legati ciascuno a un determinato tema, in modo da condividere esperienze extracalcistiche per rafforzare ulteriormente lo spirito di squadra fuori dal campo.

“Prof” Kanerva avrà certamente dato voti alti nelle “pagelle” dei suoi giocatori. Ora però è già tempo di guardare avanti e per il prossimo giugno l’obiettivo è uno solo: non accontentarsi e ripercorrere le orme dell’Islanda che, come molti ricorderanno, era stata la grande sorpresa dell’edizione precedente in cui raggiunse i quarti di finale superando agli ottavi nientemeno che l’Inghilterra. Un modello dal quale prendere esempio, come aveva rivelato lui stesso in una recente intervista.
“Ho cercato di capire in quale segmento potevamo essere i migliori al mondo e sono giunto alla conclusione che dovevamo prendere esempio dall’Islanda, un gruppo non molto dissimile dal nostro per valori umani e tecnici, e che ha fondato la sua forza proprio su uno spirito di squadra eccezionale. Il mio obiettivo primario è creare un ambiente dove tutti abbiano stima e fiducia reciproca. E alla base di tutto c’è la condivisione: se c’è fiducia, il giocatore ti parlerà dei suoi problemi; se invece non si fida, non te ne parlerà e allora non potrai comprendere e quindi risolvere i suoi problemi”.
Tutto chiaro, no?

Vent’anni fa Markku Kanerva insegnava a fare i primi calcoli ai bambini delle elementari. Oggi, invece, sta facendo sognare un Paese intero. Complimenti, maestro!

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