Re Claudio, il mister che mancava alla Sampdoria

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

Alzi la mano chi pensava che Claudio Ranieri riuscisse a risollevare le sorti di una Sampdoria, già data per spacciata a metà ottobre. Con la vittoria sui friulani, i blucerchiati si trovano per la prima volta fuori dalla zona retrocessione. Obiettivo tutt’altro immaginabile fino a qualche domenica fa.

L’approdo sulla panchina di sir Claudio ha rivitalizzato una squadra apparsa in grande difficoltà all’avvio di questa stagione, visto le ben sei sconfitte rimediate nelle prime sette partite, ruolino di marcia che è valso l’ultimo posto in classifica. Tutta colpa di Eusebio Di Francesco? Sicuramente l’ex tecnico della Roma ci ha messo del suo, continuando ad inseguire una visione di gioco che mal si sposava con l’organico a disposizione. Organico, a dirla tutta, male assemblato da una Società forse distratta da un passaggio di consegne mai avvenuto, forse non più in grado di garantire l’arrivo di elementi di qualità. Quindi, cos’è veramente cambiato con l’arrivo di Ranieri alla Sampdoria? I numeri, spesso freddo ma veritieri, evidenziano un cambio di mentalità del tutto nuovo, soprattutto per la fase difensiva. Se nelle prime sette partite la Samp ha subito la bellezza di sedici reti, sotto la gestione Di Francesco, con l’arrivo di Ranieri, la musica è cambiata, tanto che la stessa identica squadra ha subito solo quattro goal in sei partite. Della serie, prima non prenderle poi, se c’è modo, cercare di darle. Ossia la filosofia che deve avere una squadra consapevole di dover lottare per non retrocedere perché, inutile negarlo, l’obiettivo dei blucerchiati, almeno per quanto espresso in questa prima parte di campionato, è raggiungere quanto prima gli agognati quaranta punti.

In futuro, con una classifica migliore di quella attuale, ci sarà occasione per inseguire il bel gioco ma, ad oggi, l’importante è ‘portare a casa la pagnotta’. Non che contro l’Udinese non si sia vista una squadra più pericolosa in fase offensiva, con lo stesso Gabbiadini, autore di uno spettacolare goal su punizione, bravo ad impegnare più volte Musso. Oppure con un Ramirez in grande spolvero, capace di illuminare la manovra blucerchiata, oltre ad avere avuto il merito di trasformare un rigore pesantissimo. Gli unici nei, di una gestione fin qui perfetta, sono i troppi infortuni, probabilmente dovuti ad un mix di sfortuna e preparazione estiva non delle migliori, affiancati ad un Fabio Quagliarella che, pur con un modulo differente, è ancora bel lontano dai livelli dello scorso Campionato quando, alla tredicesima giornata, aveva già collezionato cinque goal, impreziositi da diversi assist per i compagni. Alla fine, ed è quello che interessa di più i tifosi blucerchiati, a scendere in campo è un squadra finalmente quadrata e rocciosa, capace di disinnescare una macchina da goal come l’Atalanta di Gasperini. Merito delle ultime prestazioni di Viera, e del buon rientro di Linetty. Con i friulani la Sampdoria ha saputo anche ribaltare l’iniziale svantaggio, cosa impensabile ai tempi delle sconfitte con Lazio e Sassuolo. Nulla però è stato ancora fatto, perchè l’obiettivo finale è ancora ben distante, e possibili ricadute, nel corso di una seppur buona convalescenza, sono dietro l’angolo. Lunga vita a Re Claudio, lunga vita alla Sampdoria.

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