Atalanta, le pagelle del 2019: difensori

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta di Gian Piero Gasperini sta ricaricando le batterie vista la pausa natalizia. Nonostante ciò mancano due partite prima dell’inizio del girone di ritorno e i nerazzurri dovranno affrontare Parma (in casa) e Inter (a San Siro). Tralasciando ovviamente il calciomercato di gennaio dove tutto è attorniato da tante voci e ipotesi, ci troviamo in un contesto pieno di bilanci di fine anno: sottoscrivere quello che è il giudizio definitivo sul 2019, principalmente legato alle prestazioni, è sempre all’ordine del giorno. Allora andiamo ad analizzare il resoconto dell’Atalanta per quanto riguarda uno dei reparti più discussi: la difesa.

RAFAEL TOLOI (8): COSTRUZIONE E GRINTA PER LA DIFESA ATALANTINA – Il suo posto in difesa è consolidato dal 2015, e dopo quattro anni ci ritroviamo un Toloi molto in crescita. Nonostante sia altalenante per quanto concerne la stabilità sulla retroguardia, il brasiliano si dimostra decisivo in fase di costruzione, e dal suo pressing sul portatore di palla ne scaturisce una nuova costruzione di gioco. L’infortunio che lo ha fermato verso la fine della scorsa stagione lo ha sicuramente condizionato: tanto che nelle prime giornate era evidente il suo stato di fuori forma. Il tempo gli ha dato ragione, e i risultati sul campo ne sono la prova più chiara ed evidente.

PALOMINO (8,5): UNA STABILITÀ CHE PASSA DAI SUOI PIEDI – L’Atalanta ha bisogno di una stabilità difensiva? Riecco un Palomino che riesce a dare una sicurezza che non si vedeva da tempo. Il numero 6 atalantino è considerato un pilastro inamovibile della retroguardia: il girone di Champions League è stato disputato alla grande da José, e ciò ne ha garantito quel mezzo punto in più. Certo, come tutti si hanno delle sbandate, ma ciò è la piena dimostrazione che la retroguardia passa sempre nelle sue mani.

MASIELLO (7,5): SEMPRE PRONTO AL MOMENTO GIUSTO – Il minutaggio ha sicuramente inciso su Andrea Masiello: più si va avanti con gli anni e più la continuità nel ripetere certe prestazioni diventa difficile. Il numero 5 nerazzurro ha disputato un 2019 sicuramente positivo con un grande ritorno dopo l’infortunio riscontrato nel 2018 contro la Sampdoria in casa. Quando viene tirato in causa risponde sempre presente: che sia una partita intera o solo dieci minuti.

DJIMSITI (8): UNA CERTEZZA CHE NON DELUDE MAI – Da oggetto misterioso a perno della difesa dell’Atalanta. Djimsiti è considerato più di una semplice riserva da Gasperini: quando si è infortunato Rafael Toloi, il mister di Grugliasco ha deciso di puntare su di lui. Il numero 19 atalantino non ha deluso le aspettative, anzi, addirittura è riuscito a prendersi il posto da titolare ai danni di Mancini. La Champions gli ha portato una crescita enorme, e qualche volta riesce a risultare decisivo anche in termini di goal (per esempio al 90′ contro il Verona).

MANCINI (7): DECISIVO (SOLO) IN FASE DI COSTRUZIONE – Mancini ha sicuramente dato tanto all’Atalanta, ma nel 2019 il suo rendimento è suddiviso attraverso due facciate: la prima buona attraverso goal e una fase di costruzione invidiabile; la seconda con delle sbavature difensiva in termini di contrasti e pressing. Visti questi dati Gasperini gli preferisce Djimsiti per avere qualcosa in più dietro. Certo, nonostante ciò il suo 7 è positivo sotto tutti i punti di vista, ma paragonarlo a come erede di Caldara dopo la sua partenza è inesatto: due giocatori completamente diversi.

KJAER (6,5) DA PUNTO STABILE ALLA PANCHINA – Via Skrtel, dentro Kjaer, ma l’ex difensore del Palermo sembra reggere la retroguardia atalantina: da molti era considerato il perno principale di tutto il reparto. Da quel famoso Napoli-Atalanta, dove il ragazzo è entrato in maniera aggressiva su Llorente, esso ha visto pochissime volte il campo: qualche presenza ma nulla di più. La sua partenza a gennaio sembra ormai certa. Staremo a vedere come si evolverà la situazione a gennaio.

IBANEZ (6): QUALCOSINA PER CAMBIARE LE CARTE – Arrivato come uno dei migliori prospetti del calcio brasiliano, Ibanez ha visto sempre e solo la panchina, ma per quel poco che si è visto contro lo Shakhtar sembra un prospetto interessante. Certo, è troppo presto per dirlo come del resto sarebbe “esagerato” dargli la sufficienza, anche se analizzando il rapporto tra presenze e valutazioni sul campo non si può parlare di un flop.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: