Serie A, vecchie glorie e non: che lavoro fanno oggi gli ex calciatori?

Pubblicato il autore: Stebaro Segui

Uno, due e tre: triplice fischio, novantesimo minuto, i riflettori si spengono e la curva smette di cantare. Fine di una partita per molti giocatori, a volte fine di una carriera per altri. C’è chi non lo accetta e prende il primo volo per gli Stati Uniti, verso un altro tipo di calcio, chi se ne va in Cina, ad indossare scarpini dorati o chi, per una scelta di cuore, scende in Sud America. C’è chi tornerebbe a giocare con la squadra del paesino o continuerebbe finché le gambe tengono, pur di rimandare questo momento.
Oltre all’estrema passione, a tenerli in campo forse c’è anche la paura di un futuro incerto. Non tutti i calciatori possono vantare le stesse qualità mostrate sul rettangolo di gioco per un’eventuale entrata nel mondo del lavoro, avendo avuto sin dalla giovane età la possibilità di ottenere stipendi da capogiro ed una fama fuori dal comune. Ecco perché ci siamo chiesti cosa fanno nel dopo carriera i calciatori una volta appesi gli scarpini al famoso chiodo. Prima di entrare nel dettaglio, ecco cosa è emerso dal nostro studio.

CategorieNumeroPercentuale parzialePercentuale totale
Allenatori390,43%43%
Dirigenti220,24%24%
Opinionisti140,15%15%
Ambasciatori50,06%0,6%
Procuratori40,04%0,4%
Imprenditori40,04%0,4%
Presidenti20,02%0,2%
Altro20,02%0,2%

Che lavoro fanno gli ex calciatori? Ecco le principali professioni ricoperte

Partendo da questi spunti e da quanto emerso nella tabella in alto, abbiamo analizzato quali sono i principali sbocchi lavorativi per i calciatori che decidono di interrompere l’attività agonistica. Nello specifico, abbiamo preso come campione della nostra analisi i giocatori che hanno militato in Serie A e che hanno lasciato il calcio giocato nell’ultimo quinquennio, ovvero dal termine della stagione 2013/2014 a prima dell’inizio della stagione 2018/2019, inserendo qualche eccezione. La scelta di lasciare un anno di transizione dal termine della carriera ad oggi ci è sembrata fondamentale per capire le reali intenzioni

Il ruolo di allenatore è la macroarea di sbocco per la maggioranza dei calciatori che si sono ritirati tra il 2014 e il 2018, tra cui spiccano Seedorf, KloseNestaThiago Motta, ForlánDi Natale e Samuel. Quella del tecnico è una categoria che va ad inglobare anche nomi meno popolari, di seguito alcuni esempi: Julio Sergio e Lobont, ex portieri della Roma, insieme ad Heinze, sono rispettivamente allenatore del Linense, squadra della Segunda División B spagnola, vice allenatore della Romania e allenatore del Vélez Sarsfield, in primera división argentina.
Bonera era entrato a far parte dello staff di Marco Giampaolo al Milan, Stankevicius allena il Crema Calcio, Gamberini e Bressan, che hanno vestito insieme la maglia del Chievo Verona dal 2015 al 2017, sono entrambi nello staff del Chievo under 17. Aronica Donadel, insieme nel Napoli dal 2011 al 2013, allenano rispettivamente l’under 17 del Trapani e l’under 16 della Fiorentina.
Accanto all’allenatore, un’ulteriore figura è quella del procuratore e alcuni dei calciatori nel nostro campione hanno intrapreso questo percorso, ad esempio Ghezzal, agente del fratello Rachid Ghezzal, nuovo acquisto della Fiorentina e Simone Pepe, il quale supervisiona diversi giocatori ed è a capo del SP GROUP SCOUTING.

La maggior parte degli altri ritirati ha trovato un posto al sole all’interno delle dirigenze dei club. Tra i tanti spiccano Zanetti, Milito, Verón e Trezeguet, tutti dirigenti, ma c’è anche l’esempio di Rafa Marquez, in Seria A indossando i colori del Verona per 3 anni, dal 2014 al 2016 e ritiratosi il 2 luglio 2018, ora presidente dell’Atlas, società calcistica messicana della Primera División. Stesso destino per Rivaldo, divenuto presidente del Mogi Mirim Esporte Clube nel 2008, sei anni prima del ritiro avvenuto nel 2014, con conseguente messa in vendita del club su Instagram.

Altri ex calciatori siedono nei “salotti sportivi” più seguiti, in Italia o all’estero, a ricoprire il ruolo di commentatore e opinionista, o li ritroviamo a bordo campo per le ultime news pre-partita ( Balzaretti e Camoranesi ). A Tiki Taka ad esempio, abbiamo la coppia d’attacco Toni-Cassano. Su Sky, troviamo spesso Pirlo o Cambiasso, ritirati nel 2017, e Chivu o Del Piero, i quali hanno invece smesso 3 anni prima.

Quest’ultimo negli anni è diventato un vero e proprio imprenditore. Ha aperto un Ristorante a Milano (N10) ed è proprietario e co-proprietario, rispettivamente di tre ADP10 Soccer Academies e una squadra di calcio che milita nella United Premier Soccer League dal nome LA10 FC.

Mentre il più modesto Zalayeta si accontenta di una tranquilla vita da fruttivendolo, la vena imprenditoriale appartiene anche ad AlexAmauri TorresIl primo è proprietario di “Alex Camp Brazil” una sorta di scuola calcio-campo estivo per ragazzi. Amauri è un finanziatore dell’Istituto per l’infanzia abbandonata del Brasile. Torres ha investimenti in vari campi; palestre, ristorazione e persino Biomeccanica. Quest’ultimo è, inoltre, ambasciatore del Sagan Tosu, l’ultima squadra nella quale ha militato prima di dare l’addio al calcio il 23 agosto del 2019.

Quello dell’ambasciatore è un ruolo comune a molti calciatori che fanno dell’immagine e del nome la loro fonte primaria di lavoro. Personaggi come Ronaldinho, TottiKakà e Adriano sono sempre in prima linea in eventi, manifestazioni sportive e di beneficenza, per le più grandi Aziende profit e non, dalla moda ai diritti umanitari.

La chiave del futuro secondo Tommasi e Stendardo

Il calciatore di oggi non è più considerato solo un semplice atleta, e tanto meno il calcio un semplice sport. Le spinte economiche sono sempre più grandi e il mondo del pallone rappresenta un mercato estremamente profittevole con margini di sviluppo veramente importanti. Tuttavia la capacità di far divenire la propria passione una rendita vitalizia non è un privilegio che appartiene a tutti gli ex calciatori.

Le cronache sportive e non, degli ultimi anni, hanno riportato numerose notizie in merito e alcune opinioni arrivano direttamente da chi il calcio lo ha vissuto in prima persona.
Dopo il calcio inizia una nuova vita […] i calciatori devono pensare al loro futuro già a venti anni e non a carriera finita e devono farsi apprezzare non soltanto per una parentesi della loro vita […] io ho sempre conciliato sport e studio, grazie alle pressioni dei miei genitori in un’ottica derivante dalla cultura americana alla quale dobbiamo mirare“. Queste alcune delle considerazioni fatte da Guglielmo Stendardo, oggi professore universitario, in un’intervista rilasciata poche settimane fa ai microfoni di Leggo, alle quali si allacciano anche quelle di Damiano Tommasi sui corsi per giocatori disoccupati tenuti a Coverciano:”Lavoriamo per trasformare calciatori in imprenditori e manager. Il 70% dei partecipanti (ai corsi, ndr) trova sistemazione“.
Ai giovani italiani serve quindi programmazione, lungimiranza e responsabilità nell’integrazione di sport e studio. In questo senso rientra l’esempio di Andrea Petagna, che insieme al giovane trapper Sfera Ebbasta, ha aperto un ristorante a Milano, in via della Moscova, cavalcando l’onda del cibo healthy e del benessere sempre più al centro e negli interessi dell’alimentazione moderna.

  •   
  •  
  •  
  •