Arturo Ballabio da calciatore a missionario

Pubblicato il autore: Cristina Guercio Segui

Arturo Ballabio ha  militato con la maglia del Palermo nella stagione 1972-1973.

In qualsiasi ruolo lo si metteva si adattava. Giocava come seconda punta ma era sempre pronto a dare man forte alla squadra. Fu acquistato in maglia rosa nero dal Monza, l’anno dopo la promozione in serie A. Nella terzultima partita di campionato del 1972 Ballabio segna la rete del pareggio che vuol dire salvezza per la squadra del Monza, qualcuno sugli spalti si è segnato quel nome e 11 novembre dello stesso anno ha portato il giocatore a Palermo. Ballabio con questa maglia ha gioca 14 partite e segna 3 gol, indimenticabile per i tifosi il gol contro la Juventus in coppa Italia che vuol dire finale, che poi perderà in modo roccambolesco dopo i calci di rigore contro il Bologna nel 1974. In quella partita Arturo fece da collante tra l’attacco e la linea mediana, dimostrandosi ancora una volta giocatore universale. Dopo il Palermo veste la maglia del Seregno prima del ritiro per diventare missionario assieme alla moglie.

Missione dare una mano agli altri

Ballabio aveva la vocazione nel sangue, ha rilasciato poche interviste mai banali, il rispetto per gli altri è la sua caratteristica, anche in campo ero uno dei giocatori che parlava poco ma ascoltava ed eseguiva le parole dell’ allenatore. Con la moglie Massimiliana va in giro per il mondo per portare sorrisi e aiuti ai bambini, ai ragazzi disagiati, alle famiglie povere. Ha aperto comunità in Perù, sulle Ande, in Ecuador, in India, in Sri Lanka e ovviamente in Italia, ma soprattutto in America Latina.

 

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