Atalanta, l’ex Leonardo Pettinari: “Bergamo tieni duro! Mola mia! Vi voglio bene”

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Leonardo Pettinari, ex calciatore dell’Atalanta dal 2010 al 2012, ha voluto esprimere la sua solidarietà nei confronti della città di Bergamo pubblicando un messaggio su Facebook.

“Bergamo dista più di 300 km da casa mia. Di solito quando le cose brutte succedono lontano si ha una percezione ridotta, offuscata, che facilita a non pensare, credo sia una sorta di auto difesa dell’uomo per attenuare la tristezza e andare avanti. Non è questo il caso purtroppo, da quando ho conosciuto Berghem la prima volta, la distanza non esiste più. L’ho vissuta quasi due anni, girata in largo e in lungo, dal centro a citta alta, passando per la periferia e i tanti paesoni e paesini. Ho scoperto le sue abitudini, quelle della sua gente. Ho tantissimi amici, molti di loro sono stati un punto di riferimento per me, calciatore ma pur sempre ragazzo di 25 anni, lontano da casa e dagli affetti. Omar che mi preparava i suoi ottimi piatti, Paolo e Roby del distributore, Beppe che mi curava il guardaroba, Cristoforo da Ghisalba (e la sua bellissima famiglia) che mi ha portato i mobili fino a Prato, Sersao, Eugenio con il suo agriturismo a Grumello, sicuramente ne dimentico altrettanti ,molti conosciuti anche dopo come il mio amico Gianluca. Storie di vita quotidiana, che in fondo sono le più belle, rapporti veri e sinceri, amicizia. Bergamo e i Bergamaschi sono speciali nella loro caldissima freddezza. Mentre gioco con mia figlia, in questo brutto periodo, vi penso, mi capita un po’ tutti i giorni. Rivivo quei momenti, ripercorro le strade e le giornate che ho passato nella vostra città, tra un allenamento e l’altro. Ho imparato a conoscervi dopo pochi giorni, gente tosta, umile e sincera. Purissima. Ho vissuto da vicino la tragedia di Yara, non avevo mai visto una comunità così compatta, solidale e unita nel dolore. Ci si mette un po’ a entrarvi dentro, perché un cuore così grande va meritato. Sono sicuro che vi rialzerete presto, affrontando il dolore di petto ma in silenzio e a testa bassa, per poi rialzarla fieri e più cazzuti che mai. Tenete duro ancora un po’ che poi torniamo tutti insieme all’Atalanta. Mola mia! Vi voglio bene”.

  •   
  •  
  •  
  •