Dove il calcio non si ferma: ecco i paesi in cui ancora si gioca

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui


Il mondo del calcio è stato letteralmente travolto dalla pandemia di Coronavirus, eppure ci sono alcuni paesi in cui il pallone continua a rotolare. Le motivazioni che stanno spingendo parecchie federazioni a non fermare, o addirittura ad iniziare ugualmente in questo periodo le proprie competizioni nazionali, sono molteplici. Purtroppo qualcuno ha basato le proprie scelte, che oggi sembrano vicine alla follia, anche sull’aspetto economico, andando a discapito della sicurezza di atleti ed addetti ai lavori.

Le televisioni si stanno infatti fiondando sulle manifestazioni vigenti, anche a costo di trasmettere uno spettacolo tecnico quasi denigrante per il mondo pallonaro. Ci si riferisce alle gare centro-americane o africane, quelle in cui ad essere messo in risalto, più che il gioco stesso, è il contesto assolutamente dilettantesco all’interno del quale si svolge la competizione.

Leggi anche:  Milan piccola rivoluzione nella partita con il Genoa

Che senso ha adesso giocare a calcio?

Il caso più eclatante di questi giorni è quello della Bielorussia, paese che possiede anche una certa tradizione nel calcio continentale. Si parla di un campionato che è appena cominciato, in piena pandemia, nonostante tutte le competizioni nazionali europee che si sono appena fermate.

A Minsk la decisione di giocare è stata legata alla presunta circoscrizione del problema pandemico nel paese a pochi casi. La verità è che l’obiettivo dell’ex paese sovietico è quello di dare il proprio prodotto in pasto ad un pubblico curioso ed affamato di calcio. Ma il rischio vale davvero la candela? Sapendo che il Coronavirus sia un male capace di espandersi a macchia d’olio, non sarebbe stato meglio fermarsi preventivamente?

Verso questa soluzione stanno andando anche i paesi scandinavi che, con oltre un mese di anticipo, si interrogano sulla ripresa delle proprie competizioni che di solito avviene in primavera inoltrata.

Leggi anche:  Serie A, gli anticipi della 15ª giornata: i commenti in breve dagli spogliatoi

In quali paesi ancora si gioca?

Oltre al caso della Bielorussia, di cui si è appena parlato, ormai le competizioni mondiali attive possono contarsi quasi sulle dita di una mano. Via via negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli stop definitivi o momentanei, con pochi paesi ostinati nell’andare avanti.

Uno dei casi celebri è il Nicaragua che pur di continuare ha pensato di far giocare le squadre con le mascherine. Una follia compresa dopo pochi minuti, coi calciatori in campo che si sono tolti lo strumento di contenimento data l’impossibilità di svolgere attività fisica agonistica con una tale ostruzione respiratoria.

Si prova ancora ad andare avanti, tra mille dubbi, in Burundi. Va detto che i casi sono davvero pochi nel paese africano, ma lo stop appena arrivato dalla Nigeria fa riflettere sul fatto di continuare a giocare in un paese che si ritroverebbe al collasso se la pandemia dovesse montare, complice un sistema sanitario tra i peggiori del globo.

Leggi anche:  Milan piccola rivoluzione nella partita con il Genoa

Ci sono poi altri due paesi che stanno procedendo con i propri campionati: Tagikistan e Turkmenistan. La motivazione per la quale qui non ci si è fermati è la più singolare e disarmante: il Coronavirus non c’è, quindi perché negarsi il detto ‘the show must go on’? Una domanda sarcastica, cui avremo forse presto una risposta.

  •   
  •  
  •  
  •