FC Barcelona - Le responsabilità della Junta Directiva nei cali fisici del Barça dei secondi tempi

Lionel Messi of FC Barcelona during the match Real Madrid CF v Club Brujas , of UEFA Champions League, 2019/2020 season, Date 2. Santiago Bernabeu Stadium. Barcelona, Spain, 01 OCT 2019. (Photo by pressinphoto/Sipa USA)
Il Clasico ha messo in evidenza che il Barça soffre di un problema fisico. E non è una novità. Già in altre occasioni, nel corso di questa stagione, avevamo evidenziato questa criticità. Nelle partite ad alta difficoltà e alto dispendio energetico, il Barça non regge per 90'. Come al Bernabeu, dove il primo tempo è stato giocato a livello top dal punto di vista fisico, ma è crollato nella ripresa. Nella prima parte si sono visti grande pressione, corsa, velocità nel gioco e movimenti. Capacità di ribattere colpo su colpo e di ribattere l'azione. Finché la squadra è riuscita in questa abilità è stata superiore al rivale in termini di gioco e di occasioni da rete create. Ter Stegen non ha effettuato una sola parata se non per una sorta di palletta passatagli da Vinicius, giocatore dalla gran corsa ma dalla scarsa abilità con il pallone, sopratutto sotto porta. Il Barça, invece, ha creato quattro chiarissime occasioni da gol. Due con Messi, una ciascuna con Arthur e Griezmann. Se la formazione blaugrana avesse chiuso la prima parte di gara in vantaggio di due reti nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Il Madrid avrebbe accusato il tremendo colpo e, dopo due sconfitte in tre partite (tra Liga e Champions) avrebbe faticato enormemente per vincere la partita. Ciò invece non è accaduto. Il Barça ha sbagliato le chiare occasioni create, perdonando i blancos e lasciandoli all'intervallo ancora vivi e in partita. La ripresa è stata uno sfacelo dal punto di vista fisico per i colori blaugrana. Sin dai primi minuti si è notato un calo della corsa e dell'intensità. Con il sopraggiungere della stanchezza sono arrivati anche gli errori di imprecisione. Appoggi e passaggi sbagliati che hanno reso più complicato il gioco di controllo del Barça, l'uscita del pallone in velocità e la riproposizione in attacco. Le imprecisioni nel gioco hanno permesso al Madrid un recupero sempre più frequente e veloce del pallone, costringendo i ragazzi di Setién a correre dietro ai padroni di casa.
La formazione di Quique in questa stagione è come una automobile che inizia un viaggio con mezzo serbatoio di benzina. A metà strada va in riserva e, inevitabilmente, si ferma. Una pubblicità di una nota casa di batterie mostrava proprio questa situazione. Quando il Barça si ferma, gli altri continuano a giocare come dal primo minuto.
Gli errori si pagano. L'errata programmazione dirigenziale e la mancata preparazione fisica in estate, barattata sull'altare dei contratti commerciali e delle partite esibizione oltreoceano, si sta pagando a caro prezzo nella stagione ufficiale. Che fare dunque? Inutile piangere sul latte versato. Ciò che non si è fatto allora non si può recuperare adesso. Che serva a futura memoria a questa Junta Directiva che, nonostante tutto, continua a perseverare nei diabolici errori come quella persona che, sbattendo forte la testa contro un muro, continua imperterrito a battere contro la parete nonostante si accorga che ciò gli provoca dolore. L'ultimo allenatore che ha impostato la squadra con una seria preparazione atletica è stato Luis Enrique; non per niente l'ultimo ad avere conquistato la Champions nel 2014-15. Con Valverde, piano piano, la squadra è andata a scemare sotto questo punto di vista. Dalla prima stagione a quest'ultima, i blaugrana hanno iniziato a correre, a battagliare, a restare in partita sempre meno. Il FC Barcelona non può pensare e sperare di vincere Champions e Liga giocando solo un tempo e gestendo ritmi bassi nella ripresa. Vista la situazione, al Barça non rimane altra soluzione che cercare di chiudere le partite fin quando le forze fisiche sostengono i giocatori per poi gestire, per quanto possibile, il risultato acquisito. E' chiaro che con gli avversari di livello Champions è complicato, se non utopistico, un discorso di questo genere.
La prossima stagione dovrebbe essere organizzata, programmata e pensata per mettere in campo tutte le misure che possano permettere alla squadra una vera pretemporada fatta di allenamenti, fondo e sudore. Purtroppo ciò non accadrà con questa dirigenza. Al Barça serve una Junta Directiva pensante e professionale che metta fine alla catastrofica confusione e impreparazione che hanno sconquassato squadra e club. E' necessario sopratutto avere in rosa dei veri giocatori da Barça; campioni non semplici giocatori. Uno dei peggiori errori di questa Junta è aver abbassato il livello tecnico della plantilla. Oltre a un capace binomio Junta - Secretaria, serve anche uno staff tecnico in grado di importare e impiantare una cultura del lavoro e degli allenamenti che si è persa nel corso delle stagioni. E' necessario un allenatore responsabile con competenze e capacità per allenare a questi livelli; uno come Pep Guardiola, maniaco del lavoro, della perfezione e della professionalità. O come Klopp. E un preparatore atletico sulla falsariga del Sergente Istruttore Hartman; quello di Full Metal Jacket per intenderci e di Palla di Lardo.
In mancanza di uno di questi elementi: directiva, squadra e staff tecnico, non si crea il proyecto ganador che giustamente richiedono e invocano, e quasi implorano, Messi e i soci. Negli ultimi tempi stiamo vedendo un Leo sempre più solo in campo e sempre più triste. Attenzione a non giocare troppo con il fuoco e a tirare eccessivamente la corda. Questa è una squadra da rifondare. Servono due laterali, un centrale, volendo un centrocampista, e due attaccanti: un nove puro e uno che possa fare l'extremo. Sopratutto devono essere giocatori da Barça che possano essere utili al gioco di Messi e della squadra.