La Liga – I tre scenari per la ripresa agonistica di Tebas

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Periodo di coronavirus. Periodo di quarantena e di stop al calcio giocato. Ma anche tempo per valutare e programmare la ripresa dell’attività agonista. Non si sa quando ripartirà la stagione sportiva. Il boss è il virus. L’antivirus sono la scienza e la ricerca medica. In tanti, in queste ore, stanno stilando tabelle, facendo programmi, scrivendo comunicati, riempendo pagine e pagine di inchiostro. Liga, Uefa… Nulla di determinante e decisivo. Volente o nolente sono altri i personaggi principali di questa pellicola cinematografica che si è abbattuta sul mondo dello sport in generale e del calcio nello specifico; un film catastrofico a tinte dark sul genere The Blob – Fluido mortale, con Steve McQueen; o peggio ancora Cassandra Crossing. La Liga, la RFEF, Tebas, Rubiales, sono solo degli actors in a supporting role, degli also starring di nessun valore, o quasi. La vera battaglia si svolge tra la scienza e il virus, la malattia, e solo dal loro scontro finale si sapranno date, programmi, calendari e format vari. Usando le parole di De Niro – Al Capone in Gli Intoccabili, “Questo è un incontro all’ultimo sangue. Aspettate la fine, uno solo resterà in piedi; è così che saprete chi ha vinto”. Da quel momento, e solo da quel momento, si potranno sapere anche date, programmi, schedules, formule per portare a termine le varie competizioni.

In questo bailamme di parole e chiacchiere si stanno perdendo un po’ tutte le organizzazioni sportive. Ognuna con la propria ricetta, la propria idea. Ieri la Uefa, oggi la Liga. Puri esercizi di stile senza alcun valore pratico se non l’esercitazione delle proprie facoltà mentali e il tentativo di mostrare la propria esistenza. Un gioco tipicamente da maschi egocentrici in crisi di copertine.
Tebas ha dunque fatto sentire la sua voce per chiarire che, quando sarà, la Liga riprenderà il campionato con l’intenzione di portarlo a termine sì o sì, a ogni costo, qualunque sia la data di ripresa e chiusura. A questo proposito ha messo in evidenza tre possibili scenari di riavvio delle ostilità sportive e del campionato.

La prima ipotesi, eccessivamente speranzosa, ha la data del 23 aprile. Vista l’evoluzione della pandemia e le infezioni esponenziali che stanno prendendo piede in questi ultimi giorni in Spagna, una previsione eccessivamente ottimistica fatta solo per aggiungere qualche riga al comunicato ufficiale.

Altra data per uno scenario meno roseo sarebbe il fine settimana del 1 – 2 maggio. Un mese e mezzo da oggi.

La terza previsione è posticipata di altre due settimane ed è stata programmata per il 14 maggio; poco meno di due mesi a far data da oggi. Tanti numeri, poco senso. Sarebbe il caso di giocarli al lotto o alla roulette di casa in questi giorni di confinamento casalingo. Avrebbero certamente più senso.

Da quanto visto risulta chiaro che se l’idea è realmente quella di completare il calendario, a meno di 11 giornate dalla fine, più tardi si inizia più complicato sarebbe poi programmare la stagione successiva. Se si iniziasse a fine maggio si giocherebbe fino a fine luglio, con tutti i problemi dettati da vacanze per le squadre, preparazione della temporada a venire, ritiri vari. Il rischio di dover far partire la stagione 20-21 a ottobre/novembre, è concreto. Per evitare che lo spostamento in avanti delle stagioni agonistiche diventi cronico, ci si troverebbe di fronte alla necessità di abbreviare la stagione 2020-21. Più facile a dirsi che a farsi, con calendari intasati di partite e competizioni sempre più lunghe per garantire maggiori incontri e maggiori incassi. Insomma un ginepraio da cui sarà complicato uscirne a meno di prendere in considerazione la possibilità di dare una poderosa sforbiciata alla fine della stagione in corso.
Non concludere la Liga, congelare la classifica allo stato in cui si è sospeso il campionato, assegnando titoli, posti in Europa e retrocessioni in base alla classifica stilata dopo la 27ª giornata. Completare velocemente la Champions raggruppando le gare dei vari turni in una sola giornata, come accadeva prima della massiva monetizzazione di ogni singolo incontro, magari con partite secche da disputarsi in campo neutro, e ritornare alla normalità nel preparare la stagione 2020-21 con le consuete date, ritmi di lavoro e programmi una volta finalizzata quella in corso. Spesso la soluzione ideale è sempre quella più semplice, logica e lineare. Lo sanno anche i bambini.

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