Napoli, Gattuso e le sue dichiarazioni al quotidiano “Record”

Pubblicato il autore: Alessandro Pallotta Segui

Ormai il mondo intero sta vivendo un periodo molto complicato per fronteggiare l’emergenza riguardante la diffusione del Coronavirus, chi prima chi dopo ma ormai quasi tutti i Paesi, europei e non solo, hanno adottato delle misure per ridurre al minimo la possibile diffusione del contagio, modificando le abitudini e limitando la libertà di circolazione di tutte le persone, invitando loro a rimanere nelle proprie case.

Dopo la Cina, il secondo Paese ad impegnarsi in maniera decisa contro la diffusione di questo virus è stata l’Italia che, ormai da otto giorni circa, è “tutta zona rossa”, quindi non è possibile muoversi di casa tranne per situazioni di necessità e salute o per motivi lavorativi (nel caso in cui non sia possibile lavorare telematicamente).

Ovviamente in questo contesto storico lo sport passa assolutamente in secondo piano ed è stata sospesa praticamente qualsiasi disciplina in quasi tutti Paesi europei e non solo. Anche la Uefa nella giornata di Martedì ha ufficializzato la sospensioni della Champions League e dell’Europa League e il rinvio degli Europei  itineranti che erano in programma quest’Estate a data da destinarsi.

In merito a questo difficile periodo che stanno passando tutti i cittadini italiani,  il tecnico del Napoli, Gennaro Gattuso, ai margini di un’intervista concessa al quotidiano portoghese “Record”, ha dichiarato:“Stiamo vivendo qualcosa di strano, che cambia la nostra vita e la nostra routine. Mentalmente è molto difficile. È impossibile uscire la sera o andare al ristorante. Le scuole e altri servizi sono chiusi”.

Lo stesso allenatore partenopeo ha inoltre affermato:“Il Governo ha chiuso tutto e le persone non possono uscire di casa. Siamo tutti della stessa carne, dello stesso sangue. C’era un comico italiano, Totò, che diceva qualcosa come: possiamo esser nobili o senzatetto, ma alla fine finiamo tutti sotto la stesa terra (..) Questo è un virus silenzioso. Molti sono infetti e non lo sanno. Ad oggi al calcio penso zero”.

Effettivamente in questo periodo complicato per tutti è difficile parlare di calcio e della programmazione del termine di questa stagione sportiva, anche perché l’emergenza è ancora in corso e riguarda anche molti sportivi ma, c’è chi di dovere che per forza di cose, lavora per cercare di far terminare queste competizioni sportive.

Il presidente della FIGC, Giuseppe Gravina, ai margini della trasmissione telefonica “Tutti Convocati” ha dichiarato: “Era un auspicio condiviso da tutti quello del rinvio dell’Europeo.Ora abbiamo maggiori possibilità per posizionare alcune date a Maggio e Giugno sperando sia sufficiente per la deadline del 30 Giugno. Non prendo in considerazione un piano di estrema crisi, mi preoccuperebbe per il nostro paese. Spingiamo sull’acceleratore dell’ottimismo. Lavoriamo su ipotesi del 2/05 e di completare i campionati, eventualmente sforando a luglio se non dovessimo farcela al 30/06”​.

Alle dichiarazioni del presidente della FIGC si sono aggiunte quelle del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora che, in un’intervista al TG 1, ha affermato che la speranza è quella di far ripartire la Serie A a inizio Maggio, da vedere poi in base alla situazione che si presenterà se a porte aperte o chiuse e che s’incrocerà con il nuovo calendario delle competizioni europee stilato dalla Uefa.

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