Neymar e Ibrahimovic: perché lo svedese ha fallito nel Barcellona e il brasiliano no?

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Neymar e Zlatan Ibrahimovic. Due calciatori estremamente differenti ma entrambi dotati di una classe così sopraffina da non renderli neanche umani. Tutti e due hanno meravigliato e stanno ancora meravigliando i più grandi palcoscenici europei e internazionali. Le giocate impossibili e i gol d’autore, hanno portato i club in cui hanno giocato a vincere trofei importanti, ma non sempre l’apporto di uno dei due è stato decisivo e funzionale. Entrambi hanno militato nel Barcellona, squadra dei sogni per ogni calciatore presente sulla terra. Sia Ibra che O’Ney hanno giocato al fianco del calciatore più forte della storia: Leo Messi.

Quando hai Messi in squadra, è normale che il compagno di reparto di turno debba mettersi a disposizione della pulga. Ciò non è semplice da accettare, specialmente se ti chiami Zlatan Ibrahimovic. Leo è riuscito a oscurare le stelle dei vari Ronaldinho o Henry in Catalogna, così come di Ibra…ma non quella di Neymar. Ciò perché è avvenuto? Dire per via del ruolo ricoperto in campo può essere una valida motivazione, ma non è la sola. È anche una questione caratteriale.

Le “prime donne” con Messi non funzionano

Quando Ibrahimovic approdò nel Barcellona, lo svedese arrivò nel momento in cui il ciclone Messi stava esplodendo. Ovvero nel 2009/10. Ibra era entusiasta di approdare nel suo club dei sogni, tanto che nel contratto con l’Inter fece stipulare una clausola liberatoria in caso di offerta da parte del Barcellona. L’attaccante classe 1981 venne accontentato, ma la sua esperienza in blaugrana non decollò mai. In primis, il calciatore non era funzionale al gioco di Guardiola, il quale si accorse con il tempo che Messi fungeva meglio da attaccante centrale nel suo gioco. Ciò portò il tecnico catalano a far accomodare Ibra in panchina, scatenando l’ira dello svedese. Oltre al ruolo, il fallimento di Ibra fu dovuto all’ego del calciatore scandinavo. Al cospetto di Messi, Zlatan voleva per forza diventare la “prima donna” della squadra e non accettava di mettersi al servizio di sua maestà Leo. I suoi individualismi non giovavano al gioco di squadra imposto da Pep e al suo Barcellona, che finì addirittura per cederlo in prestito a fine stagione al Milan. Il Barcellona lo sostituì con Villa, calciatore di gran lunga più umile e funzionale per i meccanismi della squadra.

Neymar a differenza di Ibra, entrò in punta di piedi nel Barcellona e con intelligenza. Il brasiliano non ha mai forzato la giocata individuale come era suo solito fare un Brasile quando militava nel Santos, dimostrando intelligenza tattica in campo e con il rapporto con Messi. Il brasiliano aveva capito che non doveva mettersi troppo in mostra a livello individuale e che la presenza di Leo in squadra, spiccava più delle altre. Tutto ruotava e ruota tuttora attorno a Messi. O’Ney nel Barcellona era funzionale alla squadra come ala sinistra: riusciva a dialogare con Messi o Suarez palla terra, a differenza di Ibrahimovic. Ciò lo rendeva un calciatore fondamentale, tanto che i tifosi e la dirigenza lo rimpiangono. Anche per lui arrivò il momento di lasciare Barcellona nel 2017, accettando la chiamata del PSG. O’Ney accettò i soldi di Al-Khelaifi e la possibilità di diventare il vero leader della squadra. Tentando così di puntare al Pallone d’Oro. Cosa che non avrebbe mai potuto fare se fosse rimasto a Barcellona nell’era di Messi. Ma da quelle parti ancora lo rivogliono…a differenza di Ibra. Il Neymar di Barcellona a Parigi, non si è mai visto.

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