Serie A, Cellino: il presidente del Brescia chiede aiuto al Governo per non far fallire il calcio italiano

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

L’emergenza Coronavirus non accenna a fermarsi e tutto il paese ovviamente ne sta risentendo anche le problematiche maggiori ci saranno quando tutto questo finirà con l’economia che sicuramente e andrà a picco con fabbriche, negozi, industrie, ecc. che rischieranno seriamente il fallimento con conseguenti licenziamenti e casse integrazioni. Ovviamente anche il calcio non sarà esente dalla crisi essendo oltretutto la terza industria del paese e che avrà gravi problemi per i tanti soldi dei diritti televisivi che andranno persi per non parlare degli sponsor che non potranno sovvenzionare le varie squadre perchè non si gioca e non si giocherà presumibilmente per parecchie settimane con i relativi mancati incassi al botteghino.

Cellino, le sue parole

Proprio a riguardo il presidente del Brescia Massimo Cellino ha espresso il suo pensiero riguardo questa crisi che cadrà anche sul calcio professionistico e pensando al futuro che aspetta i club, chiede un aiuto allo Governo italiano. Queste sono le sue parole rilasciate al quotidiano “La Repubblica”: “Il governo ci sconti i contributi sugli stipendi dei calciatori. Per lo Stato sarebbe una perdita da 150 milioni, ma non è peggio se fallisce il calcio italiano, ad oggi terza azienda del Paese?. Una dichiarazione che ha del catastrofico, ma non del tutto fuori luogo, vista la situazione d’emergenza. Si faranno degli sconti ai broadcaster televisivi che devono ancora versare una quota dei diritti, si chiederà allo Stato un intervento sull’Irpef per poter dare gli stipendi netti ai calciatori ed infine servirebbe una legge per allungare tutti i contratti di un anno, per tutelare tutti. Se non facciamo così il danno economico sarà più grave del virus: se ne deve occupare il governo del calcio, non possiamo aspettare il premier Conte“.

Poi il numero uno del Brescia ha detto la sua anche sul finale di campionato: “Nella più rosea delle previsioni, il campionato potrebbe ripartire a porte chiuse la prima settimana di maggio, e riusciremmo a limitare i danni. Potremmo dare ai calciatori 25 giorni di vacanza e farli tornare il 15 aprile: avrebbero già fatto le vacanze e si potrebbe finire il campionato tra maggio e giugno. Se la cosa va peggio di come pensiamo, perdiamo 5 mesi di campionato”

Ovviamente ci sarà gente che sarà a favore di questa tesi, ma anche gente che sarà contro, perchè con tutto il rispetto delle società e dei calciatori, la stragrande maggioranza di essi guadagna moltissimi milioni di euro e pensare che lo Stato possa aiutare i club e di conseguenza i calciatori a continuare ad elargire stipendi milionari stride un pò, pensando soprattutto a tutta la gente comune che non riuscirà ad evitare il fallimento e dunque avere problemi ad arrivare alla fine del mese. Purtroppo quando tutto sarà finito la cosa più logica è quella che i calciatori dovranno tagliarsi i loro lauti stipendi per non fare rischiare di andare in rosso le proprie squadre ed evitare così il fallimento del calcio italiano; non sarà facile per chi è abituato a prendere tanti soldi ma bisognerà che facciano un sacrificio se così si può dire.

 

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