UEFA e Premier League: quando i soldi contano più della salute

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Sono in tanti i paesi che hanno deciso di annullare gli eventi sportivi per via dello spaventoso coronavirus. Il COVID-19 sta colpendo chiunque a macchia d’olio e nessuno viene graziato: nemmeno gli sportivi. Qualcuno goffamente aveva affermato “gli sportivi non verranno colpiti, hanno anticorpi più forti”, come se fossero dei super uomini immuni al contagio. Ebbene così non è. Oramai sono in molti gli sportivi da prima pagina a essere colpiti e la responsabilità di un paese civile o di un’organizzazione altrettanto scrupolosa, sarebbe quella di annullare qualsiasi evento.

Addirittura, dopo la positività dei cestisti Gobert e Mitchell degli Utah Jazz, anche l’NBA americana ha deciso di dire basta. Ovvero il campionato/spettacolo dove girano interessi da capogiro. L’Hollywood dello sport insomma. Ma ci sono delle voci fuori dal coro. Competizioni che nonostante il rifiuto da parte di squadre importanti a scendere in campo, continuano imperterrite ad andare avanti. Addirittura con tanto di stadi pieni. Stiamo parlando della Premier League e della UEFA.

Contagi in aumento e ancora nessuna decisione in merito, dov’è finito il “Respect” della UEFA?

In Inghilterra a livello sportivo, il mostro invisibile coronavirus non riescono proprio a percepirlo. È invisibile, vero, ma le tante persone che hanno perso la vita dovrebbero indurre a decisione drastiche. Invece l’accumulo di denaro viene prima: il campionato inglese va avanti così come gli incassi. L’ottavo di finale di Champions Liverpool-Atletico, giocato in un Anfield gremito è un qualcosa di troppo irresponsabile da accettare in una società moderna. Intanto i casi si moltiplicano: dai tre calciatori del Leicester, alla positività di Arteta e Hudson-Odoi. Saggiamente, l’Arsenal ha deciso di non giocare più e di mettersi in quarantena. Ciò però non ha fatto svegliare i poteri forti della Premier: si va avanti e a porte aperte.

Lo stesso malo esempio di inciviltà viene preso dall’organo più importante che regola il calcio europeo: la UEFA. Coloro che puntano tutto sul fondamento “Respect”, non ne vogliono sapere di annullare Europa League e Champions League. Si tenta di andare avanti in qualche modo, cercando di convincere i club a giocare a tutti i costi delle competizioni in cui girano montagne di quattrini. Alla fine, forse il buon senso prevarrà, ma il rispetto per la salute dei calciatori e di chi va allo stadio dov’è? Se lo domandano tutti. Si va avanti. Il coronavirus pure.

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