UEFA – Sospesa Barça – Napoli e il resto della Champions. Il Barça sospende ogni attività

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

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Alla fine è arrivata la notizia tanta attesa. La Uefa, in anticipo sul programma iniziale che prevedeva l’annuncio ufficiale per martedì, ha sospeso tutta la Champions League. Conseguentemente il Barça – Napoli in programma per il 18 marzo non si giocherà. Troppe le problematiche legate alla pandemia del coronavirus per ostinarsi ottusamente ad andare avanti a dispetto della salute per calciatori, staff tecnici, giornalisti e tifosi. La Uefa, colpevolmente in ritardo come già abbiamo scritto, lascia così la competizione a metà strada. Parte degli ottavi già disputati, e parte ancora da giocare. Una confusione e un pressappochismo inauditi, oltre a un miopismo inaccettabile per l’organo de gestisce il calcio europeo.

L’annuncio prevede il blocco della Champions al momento sine die, posto che il comunicato non prevede una data di ripresa dell’attività sportiva e agonistica. Si resta, dunque, sul chi va là, in attesa che le fosche nebbie addensatesi su questa manifestazione e su tutta la società civile per opera del coronavirus possano iniziare a diradarsi. Al momento non è possibile fare previsioni. Si vive alla giornata e si procede a vista. A questo punto si disconosce che sorte sarà riservata alla Champions. Se martedì la Uefa dovesse sospendere gli europei di calcio, come a questo punto appare probabile se non scontato, si libererebbe quel mese per permettere di concludere coppe e campionati, dunque Champions e Liga. L’allungamento forzato della stagione permetterebbe il recupero, in casa Barça, di alcuni degli infortunati di lungo corso, segnatamente Luis Suárez. Un rinforzo necessario per le ambizioni di conquista dei trofei rimanenti in palio per la formazione blaugrana.

Il Barça, che non scenderà in campo contro il Napoli, e che non potrà farlo nemmeno in Liga per lo stop del campionato, entra automaticamente in riposo forzato. Il club ha annunciato, infatti, che saranno interrotte tutte le attività sportive e agonistiche della squadra in attesa di ulteriori novità. Tutti a casa dunque, con il programma di rispettare una serie di attività fisiche casalinghe approntate dallo staff medico e atletico del FC Barcelona. E’ la seconda volta nella storia del club che la squadra interrompe ogni attività. Prima d’ora era accaduto solo nel lontano 1925, quando il club fu letteralmente chiuso d’autorità da Primo de Rivera. Il 14 giugno di quell’anno, in occasione di una amichevole celebrata tra l’equipaggio di una nave britannica attraccata in porto a Barcelona e la formazione blaugrana, vennero suonati gli inni nazionali inglese e spagnolo prima dell’inizio della gara. L’Estadi de Las Cortes applaudi calorosamente l’inno britannico, ma seppellì sotto una salva di fischi la Marcha Real. La risposta del governo dittatoriale di Primo de Rivera fu la chiusura dello stadio e di tutte le attività del club, sportive e sociali, per sei mesi. A seguito di quell’evento Gamper, allora presidente, subì l’ostracismo del governo e fu costretto, nel giro di breve tempo, a lasciare il suo amato Barça e all’esilio. Da allora in poi non era più accaduto che il club interrompesse le sue attività, nemmeno durante lo Guerra Civile del 1936. In quei frangenti, in fatti, la squadra continuò a giocare per raccogliere il denaro necessario per aiutare gli ospedali e gli ospedali del sangue. Quando divenne impossibile per i continui bombardamenti e le minacce a cui vennero sottoposti i membri del club, la squadra continuò a giocare grazie alla Gira Americanala tournée che portò il Barça in Messico e Usa come ambasciatore della causa repubblicana e per ricercare sostegno politico per la causa della libertà. Ciò che nemmeno la guerra riuscì a fermare, è riuscito a un dittatore e al coronavirus.          

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