Valencia-Atalanta, una vittoria per la città di Bergamo

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Ha vinto l’Atalanta, ha vinto la città di Bergamo“. Dopo delle settimane così intense, raccontare quella che è stata la serata di ieri è semplicemente indescrivibile. La dimostrazione che l’Atalanta Bergamasca Calcio, simbolo e reincarnazione fatta a squadra del dna dei bergamaschi, è riuscita a regalare un sorriso alla sua gente strappando la qualificazione ai quarti di Champions League. Una vittoria per 4-3 significativa che vuol dire entrare nella storia del calcio europeo. E poi la dedica a Bergamo e ai bergamaschi: il segno dell’unione tra l’Atalanta e la sua gente, che unita non si piega davanti neanche al Coronavirus. Per questo di tratta di una vittoria non di una squadra, ma di una città intera.

PORTE CHIUSE, MA CON IL CUORE PER I RAGAZZI (L’ATALANTA È ANCHE QUESTO) – Si gioca a porte chiuse e l’atmosfera non sembra neanche da UEFA Champions League: la salute viene sempre prima di tutto e per evitare i contagi è stato deciso di applicare questa procedura. A Bergamo viene vissuta nelle case di milioni di bergamaschi che non vedono l’ora di trascinare l’Atalanta alla vittoria: il cuore e l’amore verso quei colori non ha distanza. Talmente calda questa passione che molti hanno allestito il proprio salotto di maglie e sciarpe trasformandolo in una vera e propria curva da stadio (per la Dea è il minimo).

GIOIA E SOFFERENZA: “SAN-JOSIP” BENEDETTO TRA GLI ATALANTINI – Partita la gara non c’è nessuno che sia tranquillo: neanche il tempo di contare i minuti che viene assegnato un calcio di rigore all’Atalanta. Sul dischetto si presenta Ilicic e la palla va in rete: esplosione di gioia tra il popolo atalantino che tocca il cielo con un dito, ma la situazione è tutt’altro che in discesa. I nerazzurri sembrano avere dei cali di concentrazione: è come se la pressione della posta in palio stesse giocando brutti scherzi a Gomez e compagni. Tensione che viene trasmessa allo stesso tifo, e inevitabilmente arriva il pareggio del Valencia. La Dea è comunque una squadra che non si arrende e ritrova il vantaggio sempre su rigore e sempre con lo stesso Josip. Nella ripresa la musica non cambia indipendentemente dall’impegno degli orobici: per qualcuno sono riaffiorati i ricordi del match contro la Dinamo Zagabria. I padroni di casa non solo pareggiano, ma passano addirittura in vantaggio per 3-2. L’esito dei quarti sembra riaprirsi, e nel momento in cui il contesto si complida che viene fuori il carattere dell’Atalanta: loro in campo e la sua gente davanti al televisore a tifare come non mai. Ci si rialza le maniche, anzi, esplode definitivamente “San Giuseppe Ilicic”: benedetto da tutti gli atalantini. Il numero 72 nerazzurro sforna una prestazione di lusso siglando un poker storico: 3-4 e qualificazione ipotecata.

ATALANTA E BERGAMO AI QUARTI SI CHAMPIONS (E POI DITECI CHE È SOLO UN GIOCO) – Al fischio finale è subito festa tra gli atalantini: post, storie su Instagram, video, pianti, lacrime e incredulità (ovviamente a casa viste le procedure per il Coronavirus). Quel sogno è finalmente diventato realtà agli occhi di tutti: l’Atalanta Bergamasca Calcio è ai quarti di finale della UEFA Champions League. E poi la dedica della squadra (con tanto di maglia) alla città di Bergamo. “Noi con voi; voi con noi”. Segno dell’unione tra la Dea e i bergamaschi, che rappresenta questa gente immune all’arrendevolezza e fare del “sacrificio” il proprio dna. Ieri l’Atalanta è stata un vero “vaccino” per ridare sorrisi e ottimismo: nonché l’orgoglio di chi dopo le tante “salite” ritornerà a volare, in alto, più forte di prima. Grazie Dea.

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