Adebayor: “Coronavirus? Non dono niente. I soldi sono miei e ci faccio ciò che voglio”

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Coronavirus, Adebayor senza peli sulla lingua: “Non dono nulla. I soldi sono miei e ci faccio ciò che voglio”

Emmanuel Adebayor non è certo un personaggio qualunque. Grazie alle sue falcate e al suo grande fiuto del gol ha lasciato una grande impronta sul mondo del calcio diventando uno degli attaccanti più prolifici della storia dell’Arsenal e vestendo anche le prestigiose maglie di Real Madrid, Manchester City e Tottenham prima d’imboccare l’inevitabile viale del tramonto della carriera di un giocatore, con esperienze in Turchia e, ora, in Iran. Il centravanti trentaseienne ha rappresentato soprattutto un simbolo per il proiprio Paese d’origine, il Togo, di cui è diventato il miglior realizzatore di tutti i tempi con 32 reti e che ha condotto alla prima storica partecipazione ad una Coppa del Mondo, nel lontano 2006, per poi ricoprirne il riuolo di capitano per diversi anni sino ad oggi.
E proprio ad Adebayor, simbolo di riscatto ed idolo nazionale, l’intero Togo si è rivolto in questo periodo di grande sofferenza, in cui il Paese si trova a fare i conti con la lotta al Coronavirus. La nazione centrafricanam sin dallo scorso 6 marzo, ha già fatto registrare 88 casi di contagi, di cui 56 guariti e sei decessi. L’Africa, continente già interessato da una grave arretratezza socio-economica sta ricevendo aiuto anche da alcune delle sue personalità di maggior spicco. Tra queste i calciatori Eto’o e Drogba che, a differenza di Adebayor, si sono già prodigati per Camerun e Costa D’Avorio, Nazioni che hanno dato loro i Natali.

Adebayor, invece, è stato piuttosto chgiaro e ha risposto per le rime a quanti lo hanno accusato di non aver mosso neanche un dito per la propria Patria:
Vioglio essere molto chiaro: non ho donato e non ho intenzione di farlo. Faccio quello che voglio e mangio quello che voglio. Alcuni pensano che sia stato io ad introdurre il virus a Lomé, è spiacevole tutto ciò, ma so come ragiona il mio Paese. Possono paragonarmi a Drogba, possono paragonarmi ad Eto’o, ma sfortunatamente sono Emmanuel Sheyi Adebayor e faccio quello che voglio con i miei soldi”

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