Aldo Agroppi contro Antonio Conte: “E’ un esibizionista sopravvalutato”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

 

In questa prima stagione all’Inter, senza dubbio Antonio Conte ha fatto vedere buone cose anche se senza dubbio pesa l’eliminazione dalla Champions League, ma in campionato almeno fino all’inizio del girone di ritorno si era vista una buona squadra, con un calo nell’ultimo mese e mezzo di campionato con le sconfitte contro Lazio e Juventus (in campionato) e Napoli (in Coppa Italia). Non è dello stesso avviso l’ex allenatore, ora opinionista Aldo Agroppi che in un’intervista rilasciata a TMW Radio si è scagliato pesantemente contro il tecnico nerazzurro, reo a suo avviso di essere soprattutto un’esibizionista sopravvalutato, sminuendo anche quello che è riuscito a fare precedentemente alla Juventus. Di seguito le sue parole a riguardo.

Aldo Agroppi, l’intervista

Non nutro simpatia per Conte, ma non per il suo passato, ma per il troppo esibizionismo, troppe urla e troppe sceneggiate.  Non si vince sbraitando e facendo circo. L’allenatore non deve essere amico dei giocatori, si rischia di diventare complici. Devono temerti e stimarti allo stesso tempo per non perdere il potere su di loro. In panchina hanno vinto tanti allenatori silenziosi e sconosciuti. Cosa serve sbraitare, fare brutte sceneggiate. Ha sempre allenato grandi squadre, ma sempre grandi sconfitte. Quando sento dire che ha portato una grande mentalità alla Nazionale italiane, mi viene da sorride. Interpreta solo una parte, gli fa comodo quando vince, ma quando non vince diventa insopportabile sia per i giocatori che per i dirigenti. Mi parlano di “contismo” portato all’Italia, ma vi ricordo che quella Nazionale non entrò neanche nei primi quattro all’Europeo”.

È sopravvalutato, quest’anno già fuori dalla Champions al primo turno ed è dietro in campionato. Esonerato ad Arezzo e con l’Atalanta. Ha vinto lo scudetto con la Juventus, come hanno fatto anche altri, non riuscendo mai a sfondare in Champions League. Io non ho mai avuto successi, ma non li ho mai promessi, quello che ho sempre garantito è stato l’impegno. Hanno il diritto di perdere, ma lui non sa farlo, perché dà totalmente i numeri. È uno che comanda, urla sbraita. Ma questo va bene finché vinci, altrimenti non ti sopportano più. L’allenatore oggi deve essere un grande psicologo”.

 

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