Scudetto all'Atalanta? Si, ma il prossimo anno e sul campo

"Ciò che sta passando Bergamo per via dell'emergenza Coronavirus è davvero toccante. In compenso alla tragedia che i bergamaschi stanno subendo, bisognerebbe assegnare lo scudetto all'Atalanta di Gian Piero Gasperini: lo merita più di chiunque altro e poi gioca benissimo. Firmerei se ci fosse una petizione". Parli di Bergamo, pensi al Covid-19 e ti viene in mente l'Atalanta. Questa frase sta circolando all'interno del mondo dei social: una discussione che ha fatto molto parlare di sé dove i dibattiti erano all'ordine del giorno. Da una parte chi sostiene che il tricolore venga assegnato alla Dea anche per questioni extracampo, altri pensano sia soltanto una considerazione fuoriluogo che tende ad unire due temi che insieme non ci possono stare: equivalente ad una sorta di regalo di consolazione perché "i medici a Bergamo stanno combattendo più di chiunque altro la pandemia". Certo, si tratta di una semplice considerazione che lascia il tempo che trova, ma la meritocrazia sportiva è ben diversa rispetto a contesti delicati come il Coronavirus: anche se riguarda una squadra che, per la crescita ottenuta negli ultimi quattro anni, meriterebbe oggettivamente di vincere il suo primo scudetto della storia.
IL CONCETTO DI MERITOCRAZIA SPORTIVA (DA NON ASSOCIARE ALLE TRAGEDIE) - Per discutere di una considerazione tanto particolare quanto soggettiva, bisogna partire da una base che non deve passare assolutamente in secondo piano. Stiamo parlando del concetto di meritocrazia sportiva: dove l'assegnazione di un trofeo viene attribuita a chi dimostra di essere più forte sull'attività agonistica che si sta partecipando. E' un dato di fatto che rende il mondo del pallone così affascinante. Allargare il contesto accollando anche temi delicati come può essere quello del Coronavirus soltanto perché Bergamo è stata la città più colpita dalla pandemia non ha senso. Perché? Proviamo a fare dei paragoni. Secondo questa logica la Fiorentina meritava di entrare in Europa perché è morto Davide Astori nel 2018, Parma e Bologna dovevano essere promosse in Champions League per tutto quello che avevano fatto medici, vigili del fuoco e forze dell'ordine per il terremoto in Emilia Romagna otto anni fa, Genoa e Sampdoria dovevano essere riconosciute sportivamente per il famoso caso del Ponte Morandi, ed infine il Napoli del 1973/1974 doveva cucirsi addosso lo scudetto per via dell'epidemia di Colera. Sono due contesti diversi che non possono coesistere per quanto concerne gli esiti sportivi: quasi come se fosse un premio di consolazione per via di una tragedia che con lo sport non ha nulla a che fare.
L'ATALANTA MERITA DI VINCERE LO SCUDETTO? SI, MA ESCLUSIVAMENTE PER I SUOI PREGI CALCISTICI - Quindi definire tale considerazione inutile vuol dire che l'Atalanta non deve vincere lo scudetto? Assolutamente no, per quello che ha fatto negli ultimi quattro anni meriterebbe più di tutti di aggiudicarsi quel tricolore, ma se il sogno dovesse trasformarsi in realtà che venga fatto attraverso i suoi pregi calcistici: gioco, miglior attacco, costanza, fame di vittoria, società compatta e ambiente passionale. Questo si può definire un vero e proprio merito sportivo, non certamente l'assegnazione di un titolo perché centinaia di bergamaschi stanno combattendo contro il Coronavirus mentre piangono i loro cari: come premio alla riconoscenza ci vorrebbe molto di più di un semplice trofeo che di valore, con tutto quello che sta succedendo, ha zero.