Beatrice Lelli: “In ospedale con Belotti”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui

Viviamo in un periodo in cui il mondo è fermo a causa della Pandemia da Coronavirus, con i nostri medici e infermieri a combattere in prima linea per sconfiggerlo.Dalle corsie degli ospedali, però, giungono anche testimonianze toccanti, di impegno e solidarietà. E’ il caso di Beatrice Lelli che si racconta dal pronto soccorso di Castel del Piano, in provincia di Grosseto, dopo la foto diffusa che l’ha vista di spalle con il nome di Belotti, bomber e numero nove del Torino. In prima linea in ospedale, con il cuore granata. L’ambiente è ben diverso da uno stadio, qui non si gioisce per un gol segnato dal proprio idolo, ma si esulta per aver salvato una vita. Beatrice questo lo sa bene, ha 23 anni e da poco è laureata, subito catapultata nella sua prima missione e sfida difficile contro il Covid-19. Lei è laziale, di Vasanello, ma si è presentata al pronto soccorso di Castel del Piano, in provincia di Grosseto, con il numero nove e il nome del “Gallo” Belotti dietro la tuta protettiva. Dalla foto possiamo notare la fretta con cui ha scritto quel nome e quel numero sulle spalle, conseguenza dei giorni frenetici e pieni d’ansia che si respirano nei reparti, nei corridoi degli ospedali. La scelta di Belotti non è un caso per la giovane tifosa granata: “Già altre volte me lo ero fatto scrivere. Anche il numero, il 9. Quella notte avevo di nuovo percepito la necessità di aiutarmi psicologicamente. Per cui avevo chiesto a un collega di scrivermi Belotti sulla schiena.” afferma Beatrice, continuando: “Bardati come siamo, non si riesce neanche a capire se sei un uomo o una donna. Per cui ci scriviamo i nostri nomi per individuarci. Io mi chiamo Beatrice Lelli. Ma ogni tanto sento il bisogno di trasformarmi nel Gallo. Perché è davvero molto duro il lavoro. Esci stremato, con turni estenuanti di 12 ore sempre a contatto con i malati”. Ora più che mai, Beatrice e i suoi colleghi, sanno che devono rimanere uniti: “Noi in ospedale siamo una squadra. Grande e unita – ha detto Beatrice – Cerchiamo di dare sempre il massimo. Ed è fondamentale sapere di avere accanto persone motivate come te. Come il Gallo, quando gioca. Perché sai che puoi contarci sempre, su uno come Belotti: lotta assieme a te“.

Beatrice spiega com’è nata l’idea del nome dietro la schiena e com’è nata la diffusione della foto che ha fatto il giro dell’Italia: “E l’altra notte ne avevo proprio bisogno, di Belotti. Di sentirmi come lui. Che combatte sempre, che ci mette la faccia e dà l’anima sino all’ultimo. A testa bassa, anche nel buio delle sconfitte. Per il Toro. Così me lo sono di nuovo fatto scrivere” afferma la giovane infermiera. “Ho chiesto ai miei colleghi di farmi una foto e dopo l’ho spedita ad un mio amico. Doveva rimanere tra di noi, ma hanno insistito per pubblicarla – ha detto Beatrice -. Ero scettica. Una cosa mia intima, psicologicamente profonda…Così rispettosa: perché vi assicuro che io ho un profondo rispetto per la vita. Avevo paura che qualcuno avrebbe potuto fraintenderla. Alla fine mi sono lasciata convincere e aveva ragione lui: tutti hanno capito la foto, che c’è vita e speranza“. La foto ha generato una grande interazione che ha portato tantissimi messaggi a Beatrice: “Ho un avuto un mare di messaggi. Tutti belli. Messaggi di ringraziamento per quello che faccio e messaggi di supporto e incoraggiamento” conclude Beatrice.

L’iniziativa di Beatrice non è rimasta inosservata e sono in tanti ad averla imitata. Come mostrato nelle foto pubblicate su Instagram del Torino, c’è stata l’iniziativa di un altro operato sanitario che ha deciso di presentarsi con il nome e il numero di vecchia conoscenza del Torino, ovvero il numero venti Giuseppe Vives.

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