Coronavirus, il governo argentino impedisce il rimpatrio a tre calciatori

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Coronavirus, tre calciatori argentini bloccati in aeroporto

CoronavirusBloccati all’areoporto di Francoforte da cinque giorni. É questa l’assurda situazione che stanno vivendo Leonardo Gil, Sergio Vitor e Cristian Guanca, tre calciatori argentini che militano nel campionato dell’Arabia Saudita. Come riporta la Gazzetta dello Sport, i tre atleti avevano deciso di lasciare il Paese dopo che il campionato saudita é stato sospeso a causa dell’emergenza Coronavirus. I tre hanno intrapreso il proprio viaggio venerdí scorso per ritrovarsi in Germania da dove poi avrebbero dovuto fare scalo prima a San Paolo, e poi atterrare a Buenos Aires. Nulla di tutto ció é stato possibile. Il governo argentino ha infatti impedito loro di proseguire il viaggio in quanto ha chiuso le frontiere agli ingressi dall’estero. Questo significa che i tre giocatori sono tuttora fermi all’aereoporto di Francoforte e vivono, ormai da cinque giorni, in condizioni piuttosto precarie.

Sopravvivere in aeroporto

Da cinque giorni i tre calciatori vivono nell’area di transito dell’aeroporto tedesco e alloggiano nell’albergo lí presente. Non sempre la struttura ha disponibilitá di posti letto sicché i tre ragazzi sono “Costretti anche a dormire per terra“, come racconta Guanca alla Bild. Insieme a lui ci sono anche sua moglie, sua madre di 56 anni e le sue due figlie, rispettivamente di sei e sette anni:
Mia madre é considerata un soggetto a rischio, mentre le bambine stiamo cercando di farle distrarre giocando con loro“, racconta il ventisettenne trequartista dell’Al-Shabab. Per fortuna il personale dell’aeroporto si é subito adoperato per assistere i tre calciatori con le loro famiglie, e sta fornendo loro cibo.Gil, Vitor e Guanca sono ancora in attesa del volo che li riporti a casa (il prosdimo per Buenos Aires parte venerdí), con l’auspucio di poter tornare magari a calcare i campi da gioco quando l’incubo coronavirus sará finito.

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