Coronavirus: Liverpool-Atletico Madrid è sotto indagine

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui

Il ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Liverpool e Atletico Madrid, giocato ad Anfield l’11 marzo è ufficialmente sotto indagine del Liverpool Council (il consiglio comunale della città di Liverpool).
Il Sindaco di Liverpool Joe Anderson ha ordinato l’apertura ufficiale del fascicolo, per capire se vi è un’effettiva correlazione tra il numero di spettatori presenti alla sfida e l’alto numero di contagi a Liverpool.

LA QUESTIONE
La partita di Champions League ad Anfield si è giocata in un momento nel quale i primi contagi cominciavano già a diffondersi in Spagna (a Madrid l’11 marzo erano oltre 1000 i casi accertati di Covid-19), in Inghilterra gran parte delle attività e i luoghi pubblici erano completamente aperti.
L’ex Direttore della Sanità John Ashton si infuriò quando seppe della partita a porte aperte: “E’ una vergogna e ne pagheremo le conseguenze”. Ora purtroppo la città deve fare i conti con 302 morti (https://www.liverpoolecho.co.uk/news/liverpool-news/more-misery-liverpool-coronavirus-deaths-18150578).
Gli fa eco anche il Sindaco della città di Madrid Josè Luis-Martinez Almeida, che dichiara come “fu un grande errore mandare i tifosi dell’Atlètico a Liverpool, ma l’UEFA ha permesso lo svolgimento del match”.
Quel giorno ad Anfield c’erano 55.000 spettatori, di cui 3.000 provenienti da Madrid che all’epoca era parzialmente in lockdown, di conseguenza la probabilità di un contagio di massa è piuttosto elevata e come dice la vice-consigliera scientifica del Governo inglese, Angela McClean “sarà interessante capire la correlazione tra la diffusione del virus in Spagna e in Inghilterra”.
Il Direttore della Sanità Pubblica di Liverpool, Matthew Ashton è al lavoro insieme alla University of Liverpool e alla John Moores University, le quali hanno messo a disposizione i loro maggiori esperti in materia scientifica e di big data per trarre conclusioni più dettagliate nel minor tempo possibile.

IL CASO DI BEN JOHNSON
Il caso più emblematico è del tifoso del Liverpool Ben Johnson: il fan dei Reds, intervistato dalla BBC, ha riferito che era presente ad Anfield, ma poco dopo essere tornato a casa dallo stadio ha cominciato a non sentirsi bene e nella notte gli sono stati riscontrati i sintomi da Covid-19, risultando poi positivo.
L’8 aprile a Liverpool si è registrato il più alto numero di contagi giornaliero (74), ma la drastica salita delle statistiche è iniziata tra il 25 e il 28 marzo, esattamente due settimane dopo la partita di Champions League.
Le ricerche sono nel loro pieno svolgimento, ma il fatto che uno dei focolai inglesi della diffusione del Covid-19 sia stato il match di Anfield, vinto trionfalmente dai “Colchoneros”, è praticamente certo.

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