FC Barcelona – Gli obiettivi di mercato

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

La pausa forzata per il Coronavirus permette alle squadre di programmare il futuro senza troppa fretta e con ben più largo anticipo rispetto al preventivato. Il calcio giocato è fermo, i giocatori sono in vacanza forzata e si allenano al meglio delle loro possibilità nelle rispettive abitazioni. In questa atmosfera sospesa i club, nella persona dei dirigenti sportivi, si guardano attorno, individuano quelli che saranno i rinforzi prescelti per la prossima stagione, valutano ulteriormente gli obiettivi che erano stati segnati nei taccuini (o IPad) de responsabili delle strutture sportive dirigenziali. C’è il tempo per scegliere, valutare, stravolgere e riprogrammare diversamente quelle che erano state delle scelte già ponderate nei mesi passati. Cambi di piani, orizzonti futuri e di agende possono ancora essere gestiti. La crisi del Coronavirus ha inciso pesantemente sulle casse di tutti i club e ciò che per molti era possibile, ora non lo sarà più. Il mercato sarà diverso da quello che era stato pensato e immaginato prima della pandemia. Per tutti. Venditori e compratori saranno inevitabilmente coinvolti in questo marasma economico-finanziario che si sta portando dietro il virus. Le cifre folli della scorsa estate da qui in avanti non saranno più sostenibili, per nessuno. Non è da escludere, nemmeno, l’intervento della FIFA o della UEFA per introdurre delle normative calmieranti per un mercato trasferimenti che dovrà avere dei tetti economici imposti al fine di evitare una corsa verso l’alto in un periodo in cui tutti hanno il fiatone, e un passo azzardato potrebbe costare la stessa sopravvivenza dei club.

Fatta questa doverosa premessa il Barça ha la assoluta necessità di coprire quattro/cinque posizioni fondamentali del suo schieramento. Esse sono rinvenibili in due giocatori offensivi, i cui nomi sono già pienamente individuati, un difensore centrale e un laterale, forse due. Arrivando ai nomi, gli attaccanti sono stati da tempo individuati in Neymar e Lautaro. Il brasiliano è un pallino/ossessione di questa Junta che intende lasciare il campo con un colpo che in qualche modo cercherà di gettare della polvere sulle enormi polemiche e scandali che hanno travolto la parte finale del mandato di Bartomeu. Con Neymar si cercherà di portare quel football, fantasia e goles che mancano alla macchina blaugrana da quando lo stesso numero 11 era scappato vergognosamente dalla porta di servizio tra i sacchi dell’immondizia accatastati al lato dell’uscio. Dopo tre anni di fallimenti personali del brasiliano, e di infortuni, e un tempo eguale di delusioni sportive, per non dire fallimenti, da parte del Barça, è ormai giunto il tempo che i percorsi delle due parti si riuniscano. Entrambi ne avranno beneficio da questo riavvicinamento. Da più parti si insiste che Neymar potrà trionfare solo nel Barça perché è al Camp Nou che sussiste il terreno fertile per la sua genialità calcistica e, nello stesso tempo, il giusto freno alle sue intemperanze e smanie tipicamente verdeoro. Dall’altro lato i colori blaugrana ritroveranno un elemento in grado di garantire personalità, esperienza, apporto di gol, velocità e fantasia che sono enormemente mancati nel triennio senza l’ex numero 11. Molte volte abbiamo notato e riportato che questa è una squadra triste, aburrida, svogliata e annoiata. Il morale è basso. Servono giocatori che portino allegria nel gioco del Barça e quella personalità che permetta che non si verifichino nuovamente situazioni come quelle di Roma e Anfield in primis. Oltre a ciò si necessita un uomo capace di far fiorire le margherite da un terreno inaridito sia dal punto di vista del morale che del fútbol. Neymar è il profilo perfetto. Tra il giocatore e Bartomeu esiste inoltre un patto di intenti stretto all’alba dello scorso mercato estivo. Al massimo in due anni il brasiliano sarebbe tornato a casa da figliol prodigo. L’altro anno Don Rodrigo si era messo di mezzo attraverso i suoi Bravi e Don Abbondio; quest’anno, Coronavirus permettendo, che sarebbe la peste dei Promessi Sposi, Renzo e Lucia dovrebbero finalmente giungere a iustae nuptiae.
Lautaro è l’altro nome. Il nueve ideale per incasellarsi in un attacco con Messi, Suarez, e Neymar. Lautaro è giovane, veloce, abile negli spazi stetti e in campo aperto. Conosce l’arte di duettare e punta l’area avversaria con sicurezza quando ha spazio davanti a sé. E’ ormai pronto per il grande salto nel calcio che conta dopo l’apprendistato in Italia con l’Inter, buon trampolino per il calcio vero.

Con i due nomi del reparto offensivo sistemati, rimane il ruolo di centrale di difesa. Piqué e Lenglet sono contati, Umtiti è inaffidabile, Araujo inesperto per fare il titolare. Da vedere la situazione dei cedidos, tra i quali Todibo, altro nome su cui sarebbe azzardato puntare sì o sì. Un centrale giovane, ma con esperienza di Liga e internazionale sulle gambe va quindi preso. Per il ruolo il casting è aperto da tempo e parecchi nomi sono stati fatti e hanno ballato sulle punte nei device degli uomini della secretaría tecnica. L’ultimo in ordine cronologico è quello di Diego Carlos del Sevilla. Giocatore brasiliano da quest’anno alla squadra andalusa e proveniente dal Nantes. Il giocatore ha una valutazione di 32 milioni di euro stando al portale specializzato Tranfermarkt. Può giocare in ambo le posizioni della zona centrale, destra e sinistra. Questa sarebbe una grande chance per il tecnico del Barça all’ora di comporre le coppie. Bisognerebbe contrattare con il Sevilla, cosa non facile, sebbene la formazione andalusa sia notoriamente un club vendedor.

Il ruolo del laterale è piuttosto delicato. Fondamentale per il gioco del Barça, non si può più sbagliare dopo anni di errori e indecisioni che sono costati punti e trofei. Dall’uscita di scena di Dani Alves non si è più riusciti ad avere un laterale all’altezza. tutti i vari tentativi di sostituirlo sono miseramente falliti o hanno lasciato decisamente insoddisfatti. L’ultima voce conduce al uno scambio Semedo-Cancelo. A prima vista due cavalli di eguale livello e capacità. Emerson, di proprietà del Barça, ma parcheggiato al Betis fino al 2021, non può essere il giocatore a cui consegnare la maglia da titolare. La corsia di sinistra e di proprietà di Jordi, ma alle sue spalle c’è il vuoto. Pensare a investire in un calciatore che dia competencia vera al numero 18 non sarebbe male. Sia per evitare guai in caso in infortunio, come accaduto in questa stagione in corso, sia per evitare cali di tensione nel giocatore posto la mancanza di alternative credibili.

C’è molta carne al fuoco e tanto lavoro attende la secretaría tecnica del Barça da qui al momento in cui (quando non si sa) il mercato verrà ufficialmente aperto.

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