Fiorentina, la clamorosa eliminazione a tavolino dalla Coppa UEFA 1998/99

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Negli anni ‘90, la Fiorentina era una squadra assolutamente devastante in Europa. Sia con Ranieri che con Trapattoni, i viola hanno raggiunto risultati importanti in Coppa UEFA e Champions League tra il 1993 fino al 2000. Nonostante non siano arrivati i trofei, le pagine di grande calcio rimarranno per sempre nei cuori dei fiorentini, ma nessuno potrà mai dimenticare la clamorosa eliminazione a tavolino nei sedicesimi di finale della Coppa UEFA 1998/99.

La Fiorentina di Trapattoni era un rullo compressore in quella stagione. Una squadra capace di battagliare con chiunque, arrivando a sfiorare lo Scudetto – poi andato al Milan – e la Coppa Italia. Persa contro il Parma di Malesani, che trionfò al Franchi grazie a due pareggi favorevoli tra andata e ritorno. La compagine del Trap poteva dire la sua anche in Coppa UEFA, ma uno sfortunato episodio, non gliel’ha permesso.

La fatale bomba carta di Salerno

Nei trentaduesimi di finale, i viola si sbarazzarono con qualche difficoltà dell’Hajduk Spalato: nel match d’andata giocato a Bari (per via di una maxi squalifica del Franchi, dovuta a gli scontri in Fiorentina-Barcellona, Coppa delle Coppe di due anni prima), una doppietta di Edmundo bastò per battere i croati, passati in vantaggio con Vucko al 44’. L’infuocata e nervosa partita di ritorno finì 0-0, consentendo l’accesso ai sedicesimi.

La Fiorentina era una seria candidata alla vittoria finale della competizione e nei sedicesimi, gli svizzeri del Grasshopper non sembravano rappresentare uno scoglio insormontabile. Infatti, come da pronostico, Batistuta & co. trionfarono proprio con un gol dell’argentino e di Robbiati nella gara d’andata in Svizzera. Un 2-0 in scioltezza. Il match di ritorno sarebbe stato una formalità per la Viola, ma la scelta del campo neutro a Salerno, si rivelò fatale.
Cecchi Gori e la dirigenza optarono per disputare il match allo Stadio Arechi, per poi devolvere l’incasso agli alluvionati di Sarno. In quella scelta di location però c’era qualcosa che non quadrava. Il questore aveva sconsigliato quest’opzione per via degli scontri tra i tifosi della Salernitana e della Fiorentina in campionato. Ciò aveva portato tensione tra le due tifoserie, ma la dirigenza ignorò il monito, optando per l’Arechi anziché il San Nicola di Bari. Come nella sfida con l’Hajduk.

Forti del 2-0 dell’andata, gli uomini di Trapattoni stavano conducendo il match con il medesimo risultato a Salerno: una doppietta di Oliveira stava annichilendo gli svizzeri, mai partita e letteralmente dominati sotto qualsiasi aspetto. Il primo tempo si concluse con il doppio vantaggio toscano, ma proprio quando le squadre stavano per entrare negli spogliatoi, ecco che arriva il fattaccio.

Un rumore fortissimo, una vera e propria esplosione finisce per rompere l’atmosfera sportiva all’Arechi, tramutandola in vero e proprio terrore. Il quarto uomo sanguinava, mentre alcuni giocatori, sia svizzeri che della Fiorentina, accusarono problemi di udito. Una bomba carta era stata gettata in campo dagli spalti. Episodio ingiustificabile, che finì per ferire il quarto uomo in maniera piuttosto considerevole.

Nonostante questo bruttissimo episodio, le condizioni per giocare c’erano tutte. Trapattoni e la sua squadra volevano continuare il match, ma i calciatori del Grasshopper accusarono – a detta loro – problemi di udito troppo elevati per poter proseguire. Insomma, gli svizzeri si rifiutarono di entrare in campo, nonostante ci fossero le condizioni per proseguire il sedicesimo di finale. Il match in campo neutro venne dunque sospeso, in attesa della decisione da parte della UEFA.

Il clamoroso epilogo

In molti si aspettavano una ripetizione del match fuori da Salerno, magari con un’indagine seria per risalire al responsabile e a qualche eventuale sanzione, invece la UEFA finì per penalizzare solamente una parte: la Fiorentina. Il match andò agli svizzeri, che si “imposero” con un clamoroso 3-0 a tavolino, accedendo così agli ottavi di finale. L’amaro in bocca per Trapattoni e i suoi ragazzi riecheggia anche adesso, date le grandi potenzialità che quella Fiorentina aveva. La coppa poi andò al Parma di Malesani, squadra che in quella stagione non si dimostrò mai veramente superiore ai viola. La Fiorentina poteva dire la sua eccome in UEFA. Forse qualcuno da Nyon ha voluto fare uno sconto agli svizzeri del Grasshopper? Il dubbio rimane legittimo.

  •   
  •  
  •  
  •