Gnoukouri: la straordinarietà delle cose semplici ed una carriera sfortunata

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

La carriera di Assane Demoya Gnoukouri è tra le più controverse del mondo del calcio. Un centrocampista con talento e altrettanta sfortuna nella vita. Assane nasce il 28 Settembre 1996 a Divo, in Costa D’Avorio… o almeno così sembra (scopriremo dopo il perché). In Costa D’Avorio la vita non è facile, ancor di più per chi, come Assane, ha il sogno di diventare un calciatore. Gnoukouri non è tesserato con nessuna squadra ivoriana, ma gioca fin da piccolo per strada ed in campi improvvisati. Proprio mentre gioca in un campo in terra battuta con un albero al centro, viene notato da Giovanni Damiano Drago che ne intravede il talento e prova a regalargli una carriera da calciatore professionista. La prima porta bussata è quella del Marsiglia: la squadra francese fa un provino ad Assane ma non lo tessera perché non si fida della documentazione mostrata dal procuratore. Così l’approdo in Italia sotto osservazione dell’Inter, prima con il Marano e con l’AltoVicentino, e poi il passaggio nella Primavera interista nel 2014. Con la Primavera dell’Inter i successi arriveranno molto presto, con la vittoria del Torneo di Viareggio e la successiva vittoria della Coppa Italia Primavera.
“Quando lo vidi per la prima volta a novembre non mi colpì;” – disse Mancini – “Poi l’ho visto disputare una partita perfetta a Viareggio e ho deciso di portarlo in prima squadra. Da allora la sua crescita è stata continua”. Roberto Mancini gli dà fiducia e lo fa esordire in una stagione per nulla facile per l’Inter, con il tecnico (attualmente CT della Nazionale) subentrato a stagione in corso a Walter Mazzarri ed un piazzamento in ottava posizione a fine campionato. Le presenze dell’ivoriano al termine della stagione saranno 5, tutte concentrate tra Aprile e Maggio. L’11 Aprile del 2015 l’esordio da subentrante contro l’Hellas Verona e, solo una settimana dopo, l’esordio da titolare nel derby della Madonnina (terminato con uno 0-0). Poi un’altra prestazione convincente contro la Roma e qualche frammento di gara contro Udinese e Juventus. Al termine della stagione Gnoukouri è, secondo il giudizio di tutti, uno dei calciatori su cui puntare per la stagione successiva.

Le caratteristiche di Gnoukouri che impressionano tifosi e addetti ai lavori sono la visione di gioco, la facilità di calcio ed una spiccata personalità. Non ricerca giocate particolarmente complicate, ma ciò che fa, lo fa bene. I suoi compagni sanno sempre dove trovarlo in mezzo al campo e lui col pallone ci sa fare.
Assane Gnoukouri brilla per le proprie qualità tecniche e fisiche (1,80 m per 77 Kg) ma emerge ancor di più in mezzo alla poca qualità del centrocampo nerazzurro di quegli anni: M’Vila, Kuzmanovic, Medel, Obi, Khrin…

La stagione successiva, 2015/2016, è quella dell’approdo in nerazzurro di Geoffrey Kondogbia. Il francese, grande colpo del mercato estivo, è destinato ad oscurare il giovane Gnoukouri. Nonostante una stagione non esaltante per il centrocampista francese, Mancini non ripone più in Assane la stessa fiducia che gli riponeva fino a qualche mese prima. La prova del nove fallita è un match contro l’Atalanta, nel quale l’ivoriano viene bocciato da Mancini e sostituito al termine del primo tempo.

L’anno dopo, con l’approdo di Frank de Boer sulla panchina nerazzurra, tutti erano convinti che Gnoukouri avrebbe trovato più spazio (come il resto dei giovani presenti in squadra). Le cose non andarono molto bene per Gnoukouri, e andarono ancora peggio per de Boer (sostituito da Stefano Vecchi, a sua volta sostituito da Stefano Pioli). Nella memoria dei tifosi nerazzurri rimarrà la gara d’andata (pareggiata per 1 a 1) contro il Bologna, nella quale Kondogbia disputò probabilmente la sua peggior partita in nerazzurro e venne sostituito con Gnoukouri al 28′. L’ivoriano riuscì a fare meglio del francese, ma le presenze a fine stagione furono solo 8 (4 in campionato e 4 in Europa League).

Nel mercato di Gennaio l’approdo in prestito all’Udinese e la successiva prima mazzata alla propria carriera. A Gnoukouri venne riscontrato un problema cardiaco che lo costrinse a fermarsi. Uno stop che inizialmente doveva essere di 3-6 mesi, diventò un incubo per l’ivoriano che da allora non ha mai più rivisto il campo, con nessuna altra maglia. Come se piovesse sul bagnato, la notizia che ancor di più ha ostacolato, per non dire compromesso, la carriera di Gnoukouri: la vicenda del procuratore Drago, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso per l’ingresso illegale. Coinvolto nella vicenda anche Assane e suo fratello minore Wilfied (anch’esso di proprietà dell’Inter): verrà fuori come il vero nome di Assane fosse Alassane Traorè e il suo anno di nascita fosse il 94 (e non il 96). A quanto emerge dagli atti in procura, Wilfried non sarebbe nemmeno un lontano parente di Assane.

Sulla vicenda dei documenti falsi (che tanto ricorda quella di Eriberto) non è stata fatta ancora chiarezza. Assane, o in qualunque modo si chiami, resta un bravo ragazzo, abile a giocare a calcio ed al quale la vita ha fatto più di un torto dopo avergli fatto solo accarezzare il più grande dei sogni: quello di diventare un calciatore. Gnoukouri è ancora sotto contratto con l’Inter ma non si sa se riuscirà a tornare idoneo per giocare… L’ivoriano spera di sì. Che sia in maglia nerazzurra o altrove poco cambia, per un ragazzino che giocò persino con un albero in mezzo al campo e che merita una seconda possibilità dalla vita.

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