Il Bologna piange la morte dell’ex presidente Giuseppe Gazzoni Frascara

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui


E’ venuto a mancare Giuseppe Gazzoni Frascara all’età di 84 anni, presidente del Bologna, dal 1993 al 2005; sicuramente tutti i tifosi ricorderanno lo spessore di questo personaggio, capace di far risalire il Bologna dalla serie C alla A in pochi anni.

L’ avventura iniziò nel 1993 quando Gazzoni rilevò la società da Gnudi e Gruppioni che avevano condotto il Bologna sull’onta del fallimento. Iniziò un’ opera di ricostruzione finanziaria e sportiva ingaggiando per quest’ultima Alberto Zaccheroni come allenatore; la prima stagione da presidente non fu proprio positiva (Zaccheroni venne esonerato e sostituito dalla coppia Reja-Pecci) e la cavalcata verso la serie B si fermò ai play off contro la Spal. Ci poteva stare un anno di transizione e assestamento e al secondo tentativo il Bologna riuscì a centrare la promozione grazie alla caparbietà e carisma di Renzo Ulivieri; a lui va dato il merito di aver messo in risalto diversi talenti come Nervo e Bresciani. Le caratteristiche caratteriali del Renzaccio fecero breccia sulla squadra anche nel campionato cadetto successivo, dove inventò a poche giornate dal termine un metaforico “Torneo dei bar“, che servì per caricare il morale di giocatori; l’impresa riuscì contro il Chievo con il gol di Bresciani realizzato nella stagione 1995/96  che diede la promozione in SERIE A. L’esordio nella massima serie si concluse con un buon settimo posto finale favorito da qualche vittoria con le grandi squadre: l’anno successivo nel 1997/98 Gazzoni ebbe il merito di ingaggiare Roberto Baggio che, dopo un iniziale ambientamento fece la differenza portando il Bologna a disputare l‘Intertoto. Tra gli altri acquisti ricordiamo anche i svedesi Andersson e Ingesson  più  il russo Kolyvanov.

L’avventura del Divin Codino durò una stagione sola con la cessione all‘Inter, ma Gazzoni fece di nuovo un colpo importante: Giuseppe Signori, con Carlo Mazzone allenatore dopo i dissapori avuti con Ulivieri. Con il tecnico romano fu un campionato con molte soddisfazioni tra cui la vincita della Coppa Intertoto, più le eliminazioni in semifinale di Coppa Italia e Coppa UEFA da Vicenza e Olympique Marsiglia; ne seguì una qualificazione alla successiva Coppa UEFA dopo i successi nel doppio spareggio contro l‘Inter.

Gli anni 2000 furono tra alti e bassi: Gazzoni litigò con Mazzone, che se ne andò a malincuore e dopo l’esordio difficoltoso di Sergio Buso promosso  dalla Primavera, la panchina fu affidata a Francesco Guidolin. Non nacque per tutto il periodo che restò un rapporto idilliaco con i tifosi, ormai diventati esigenti: nonostante i vari acquisti di Pagliuca, Macellari, Falcone, Locatelli e Cruz per citarne alcuni il Bologna fece campionati altalenanti con gironi d’andata che lasciavano presagire sogni europei ( nel 2001/02 svanita per un soffio la qualificazione in Champions League), ma con gironi di ritorno deludenti maturando sconfitte con squadre in lotta per non retrocedere. Dopodichè Gazzoni,stanco delle contestazioni, decise di lasciare la presidenza a Renato Cipollini restando proprietario della società.

Gli ultimi anni, complice anche le risorse finanziarie scarse, si andò ad un lento ma progressivo declino fino alla retrocessione in serie B dopo lo spareggio contro il Parma nel 20o5; fu anche l’anno di Calciopoli, ma l’imprenditore non riuscì a ottenere i risarcimenti dovuti fino a cedere la società ad Alfredo Cazzola; tornò come presidente onorario quando Joe Tacopina e Joey Saputo acquisirono la società nel 2014.

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