Il microcosmo del calcio

Pubblicato il autore: Federico Iacopini Segui

In un contesto in cui sembra che gli stipendi dei calciatori siano tutti multimilionari e che l’intero calcio faccio guadagnare solo sè stesso, è arrivato un gesto che probabilmente farà piacere ai più. I giocatori della Roma e il loro allenatore  Fonseca, hanno deciso di tagliarsi 4 mesi di stipendio, così da aiutare la società in difficoltà.  Questo, però, potrebbe essere considerato come un gesto automatico e doveroso. Cogliamo l’occasione chiarire di cosa si parla, quando il settore del calcio è in crisi.

I più sono convinti che sia un mondo fatto di ricchi e di persone che guadagnano troppo. Premettendo che certi ingaggi sono davvero eccessivi e fuori luogo (si contano sulle dita di due mani), la stragrande maggioranza dei calciatori guadagna come un normale lavoratore. Se si pensa alla Serie A, risulta facile fare attacchi moralisti sui soldi. Ma se si riflette prima di parlare, ci si rende conto che la Serie A è solo la punta dell’iceberg e che tutto il calcio dilettantistico subirà dei danni di proporzioni gigantesche da questa crisi, esattamente come molte altre filiere.

Proviamo inoltre a riflettere su cosa sia la filiera del calcio. Una società sportiva dà da mangiare a migliaia di famiglie. Calciatori, allenatori, staff di preparazione atletica, responsabili della comunicazione, produttori di reti, palloni, erba sintetica, dottori, fisioterapisti e vi assicuro che l’elenco è lunghissimo. Per non aprire, poi, l’enorme vaso di pandora del calcio giovanile, che impiega altre centinaia di migliaia di persone in tutto il paese.

Il calcio mangia, beve, viaggia, vende spazi pubblicitari e molto altro. In breve: fa girare l’economia. Esattamente quello che serve per ripartire. Il calcio non sono 22 persone coi tacchetti ai piedi, il calcio è  un microcosmo, attorno al quale girano milioni di persone, tra impiegati diretti, di indotto e rispettive famiglie. Onore alla Roma per il taglio di stipendi, meno a chi, dando prova di superficialità e ignoranza in merito, pensa che il calcio sia un problema secondario.

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