Il Newcastle è al centro di un intrigo internazionale

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui

Il Qatar e l’Arabia Saudita sono diventati le contendenti della “questione Newcastle“, dopo l’offerta di acquisto del club inglese presentata dal fondo monetario saudita PIF, patrocinato dal principe Mohamed bin Salman.

LA SITUAZIONE
Il Newcastle del patron Mike Ashley (mai entrato nel cuore dei tifosi) è in vendita da circa tre anni e poco più di un mese fa al suo tavolo dirigenziale si è presentata Amanda Steveley, mediatrice molto stimata tra le zone del Golfo con un’offerta da 350 milioni di dollari, per conto del principe saudita Mohamed bin Salman.
Secondo Sky Sports UK, il patron della Sport Direct e gli emissari sauditi si sono già messi all’opera per firmare il passaggio di proprietà, ma serve prima il via libera della Premier League. E il problema nasce esattamente qui.
I primi a frapporsi alla compravendita sono stati i qatarioti di BeIN Sportsl’emittente che detiene i diritti televisivi della Premier in Medio Oriente e in Nord Africa, che da anni accusa l’Arabia Saudita di trasmettere illegalmente i propri contenuti tramite il canale beoutQ.
L’ad dell’emittente qatariota Yousef Al-Obaidly, inoltre si avvale anche del risultato di un’inchiesta della FIFA che ha confermato il ruolo centrale di Arabsat, l’operatore satellitare con sede a Riad che pare abbia agevolato l’illegale diffusione delle partite di Premier League.

LA DISPUTA QATAR-ARABIA SAUDITA
L’enorme rivalità geopolitica dei due paesi permane da anni, ma recentemente l’interesse per il calcio e ovviamente le sue influenze politico-economiche hanno fatto sì che il duello si sposti sull’asse sportivo a colpi di acquisizioni.
Il Qatar sicuramente è stato lungimirante fin dall’inizio degli anni 2000: il primo mattone è stato la creazione di Aspire, la famosa Academy che raccoglie alcuni dei migliori giovani calciatori del mondo arabo e internazionale con la “Vision 2030“, che conta di portare in Qatar oltre 50 competizioni sportive e ovviamente ospitare il Mondiale di calcio del 2022, presentandosi con una nazionale il più possibile competitiva e i primi risultati già sono visibili (Coppa d’Asia vinta nel 2019).
Non contenti, gli emiri hanno seguito questa politica acquisendo il PSG con Al-Khelaifi, firmando la sponsorizzazione del Barcellona per 7 anni con Qatar Airways e recentemente sono stati vicini ad acquisire anche il Leeds.

La “crisi del petrolio” ha invece avviato le azioni dell’Arabia Saudita, che non ha voluto farsi trovare impreparata: il mega progetto della città dello sport “Qiddiya“, il futuro GP di Formula 1 e l’acquisizione recente dello Sheffield United da parte di uno dei membri della famiglia reale saudita, ovvero Abdullah Bin Mosaad Bin Abdoulaziz Al Saud.
Anche gli arabi hanno la loro “Vision for 2030“: il calcio sarà fondamentale e ne sono dimostrazione anche le recenti due edizioni della Supercoppa italiana e della Supercoppa spagnola ospitate a Riad oltre  all’accordo di partnership col Manchester United per rinnovare il calcio locale, ovviamente tutto ciò rientra nel piano di indipendenza economica dal petrolio.

L’ALTRO PROTAGONISTA: AMNESTY INTERNATIONAL
Il terzo attore della questione è Amnesty International, la prima a denunciare il possibile acquisto del Newcastle da parte della famiglia reale saudita.
Felix Jaekens, direttore inglese della ONG ha dichiarato che “questa operazione dell’Arabia Saudita si tratta del cosiddetto sportwashingcioè ripulire la propria immagine internazionale attraverso investimenti sportivi”.
Amnesty International sta cercando di far leva sulle rigide regole della Premier League sull’acquisizione delle squadre e delle sue proprietà, oltre alle “gravi violazioni dei diritti umani e delle torture eseguite nelle prigioni“.
Si è unita alla protesta anche la ricercatrice turca Hatice Cengiz, fidanzata di Jamaal Khassoggi, il giornalista del “Washington Post” assassinato nel 2018 a Istanbul e il cui mandante sembra proprio il principe Bin Salman.

GLI SCENARI FUTURI
La tifoseria dei Magpies in tutto ciò pare sorridere all’acquisizione da parte dei sauditi: secondo un sondaggio del “The Indipendent” il 96% dei sostenitori del Newcastle sarebbe favorevole alla nuova proprietà, che farebbe diventare i bianconeri la squadra più ricca del campionato inglese. (https://www.independent.co.uk/sport/football/premier-league/newcastle-takeover-supporters-premier-league-saudi-arabia-a9483621.html)
Nonostante le varie proteste, l’affare è troppo importante anche per le relazioni politiche ed è difficile che non vada in porto: il gruppo arabo e la società di mediazione inglese (che acquisirebbe il 20% delle quote) sono solidi economicamente, e il Governo pare non porre troppa opposizione all’operazione.
Sicuramente la questione diritti televisivi sarà cruciale: in caso di acquisizione definitiva da parte della famiglia reale saudita del Newcastle, siamo ancora in piena emergenza Covid-19 e la prossima stagione potrebbero essere riviste cifre e accordi per la trasmissione dei match di Premier League. L’Arabia Saudita ha una potenza economica più elevata rispetto al Qatar: solo il principe Mohamed Bin Salman possiede un patrimonio di 260 miliardi di euro e ciò potrebbe influenzare anche i piani alti della Football Association.
Le tempistiche sembrano abbastanza delineate: se non dovessero esserci intoppi, entro la fine di maggio il Newcastle passerà in mano a Mohamed bin Salman cambiando per sempre gli scenari futuri del calcio inglese.

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