Lecce, Cristian Dell’Orco:«Conoscevo già il Salento, quest’anno ho avuto modo di apprezzare Lecce».

Pubblicato il autore: Mattia Ala Segui

Cristian Dell’Orco, difensore del Lecce, ha rilasciato un intervista, in diretta Instagram, al canale tematico del club. Vediamo le sue dichiarazioni:«Purtroppo la situazione è questa, dobbiamo limitare i contatti e, dunque, non uscire di casa o evitare il più possibile di farlo. Io credo che possiamo uscire quanto prima, ma ci sono esperti del settore che stanno studiando tutte le soluzioni. Io vengo dalla provincia di Lodi, anche se non esattamente dalla zona del focolaio. Alcuni miei amici, però, hanno avuto parenti interessati. Con i compagni ci sentiamo sul gruppo Whatsapp di squadra». Il calciatore giallorosso prosegue raccontando qualche aneddoto di se e riguardo la  sua avventura in Salento:«Qui mi sento di casa, anche perchè da piccolo spesso in estate venivo a Spongano e Castro. Non conoscevo bene Lecce città, che ho avuto modo di apprezzare quest’anno. Mi sono trovato benissimo. Un compagno con cui ho legato particolarmente è Rispoli, mio compagno di squadra fin dal mio arrivo a Lecce. Con lui mi sento spesso, e parliamo anche di cose extracalcio. Andrea, per esempio, è un grande esperto dei mercati finanziari, mi da spesso grandi consigli. In squadra il più casinista era Tabanelli, prima che andasse via, ora ha preso il suo posto Lapadula. Ho apprezzato tantissimo anche i tifosi leccesi. Dopo Napoli tornare a mezzanotte e ricevere quell’accoglienza è stato bellissimo, mi sono emozionato tantissimo. Gesti come questi ti danno grande carica per le giornate successive. Già la prima volta al Via Del Mare, con la Salernitana, ho provato grande emozione. E poi i tifosi non hanno mai smesso di incitarci nonostante la prima vittoria tardasse ad arrivare». Dell’Orco conclude dicendo la sua sul campionato della squadra:«Personalmente prediligo, nella difesa a quattro, il ruolo di terzino sinistro. Mentre nel 3-5-2, più che esterno alto preferisco agire nella difesa a tre. La nostra forza è la mentalità, l’impronta che ci ha dato mister Liverani. Il fatto di andare a giocarci le nostre possibilità con chiunque, cercando di imporre il nostro calcio. Penso che la mia gara migliore  sia stata con l’Inter, mentre quella negativa col Verona. Scottato dalla retrocessione con L’Empoli dello scorso anno, ho acquisito grande consapevolezza di me stesso, che mi aiuterà tantissimo per il futuro».

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