Lecce, il responsabile medico Peppino Palaia:«Fantasioso parlare di ripresa del campionato».

Pubblicato il autore: Mattia Ala Segui

Il responsabile medico del Lecce Peppino Palaia, in un’intervista concessa al Nuovo Quotidiano di Puglia, commenta l’ipotesi di ripresa del campionato. Ecco cosa ha dichiarato:«Dipenderà dalle direttive presenti nelle linee guida predisposte per un’eventuale ripresa degli allenamenti. Inoltre bisognerà vedere quando sarà effettivamente dato il via libera per gli allenamenti, una scelta che spetta al Ministro della Sanità, di concerto con il Comitato tecnico scientifico. Compiuti questi passi, noi avremo un protocollo di valutazione clinica per gli atleti no-Covid, coloro che non hanno avuto un’infezione da Covid-19, e per quelli che, invece, sono stati colpiti, ci sarà una valutazione differente. Il Covid è un’infezione multiorgano, è bene partire da questo concetto. Sicuramente, il polmone è il bersaglio principale del virus, ma c’è anche un interessamento dei reni, del fegato e del cuore. Il Coronavirus interviene pure sulla formazione dell’emoglobina, quindi sulla crisi ematica e sulla coagulazione del sangue.  Di conseguenza, le valutazioni dovranno riguardare queste cose e saranno molto più approfondite rispetto a coloro che non sono stati colpiti». Il medico prosegue:«A me sembra irreale che si possa riprendere, in tempi brevi, la routine normale. Troppo alto il rischio di infezioni per la promiscuità degli ambienti, per la presenza di persone che sono chiamate a seguire tutte le prescrizioni di distanziamento sociale. Il personale dell’albergo che ospita il ritiro della squadra x necessiterebbe di essere seguito da un medico del lavoro, col colpito di dare le direttive per preservare i dipendenti da una eventuale infezione, e quindi propagazione del virus». Palaia conclude:«Ritengo fantasiosa la ripresa del calcio. E poi non vedo che differenza c’è tra un calciatore, un giocatore di volley o basket. Se il basket e il volley hanno sospeso il campionato, c’è un valido motivo di natura sanitaria. Non capisco perchè il calcio debba essere diverso da queste discipline, tra le più popolari in Italia e che hanno lo stesso entourage che può avere il calcio. Mi riferisco a fisioterapisti, massaggiatori, magazzinieri, e addetti ai lavori in genere».

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