Lecce, Jacopo Petriccione:«Udine è casa mia, ma in Salento sto benissimo…».

Pubblicato il autore: Mattia Ala Segui

Il centrocampista del Lecce Jacopo Petriccione parla in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco cosa ha dichiarato:«La svolta della mia carriera è arrivata grazie a Gianfranco Matteoli, che da responsabile dell’area tecnica del Cagliari puntò sulle mie qualità. E sarò sempre grato a Liverani, dopo il campionato a Terni, mi ha voluto anche in giallorosso. Il mister è un maestro straordinario, da ex centrocampista mi svela i segreti del ruolo. Ha ancora un piedino niente male, in allenamento regala sempre spettacolo. Il primo anno a Cagliari solo io non ero sardo, e un pò mi avevano preso di mira. Spesso mi è capitato di trovare il lettino bagnato…. Nonostante questo, in campo mi facevo valere da trequartista. Dopo la cessione dalla Fiorentina al Bari, ho cominciato la scalata, facendo felici i miei genitori, Vito e Sabrina. Mio padre, da carabiniere, si divertiva a fare l’allenatore a settore giovanile, ma quest’anno ha lasciato il calcio per seguirmi da tifoso». Il goriziano prosegue:«Se Modric dovesse venire a giocare in Italia, mi taglierei i capelli a zero…. I miei modelli, però, sono stati Pirlo e Iniesta. Il compagno più forte con cui ho giocato è stato Franco Brienza nel Bari, a 40 anni si allenava con un entusiasmo incredibile e in campo faceva cantare il pallone. In Serie A, ho incrociato Papu Gomez, immarcabile e anche tosto fisicamente». Petriccione conclude:«A Lecce sto benissimo e devo tantissimo alla società. Da bambino, andavo allo stadio Friuli e quell’Udinese era protagonista in Champions League. Dico solo che a Udine sarei di casa. Resto, però, concentrato sulla salvezza del Lecce, sperando si possa riprendere il campionato».

  •   
  •  
  •  
  •