Lippi: “Vicino a Bergamo. Atalanta grande realtà: che ricordi nel 1993!”

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Il Coronavirus sta impegnando Bergamo in una battaglia per salvare la propria città da una pandemia tanto crudele quanto difficile: la solidarietà e l’aiuto tra i bergamaschi sta risultando decisivo per cambiare le sorti ritornando ad avere quella normalità che in un contesto come questo sembra solo un sogno. Da un punto di vista sportivo, molti ex dell’Atalanta hanno voluto esprimere la loro vicinanza nei confronti di una piazza che a loro ha dato tanto (sia dal punto di vista dei risultati che morali). Oggi è il turno di mister Marcello Lippi, allenatore della Dea nella stagione 1992/1993: con lui i nerazzurri sfiorarono l’accesso alla Coppa UEFA per un solo punto in classifica. Ai microfoni de L’Eco di Bergamo non è esente di vicinanza.

LE PAROLE DI MARCELLO LIPPI (EX ALLENATORE DELL’ATALANTA)

VICINANZA A BERGAMO E ALL’ATALANTA DI ANTONIO PERCASSI“Bergamaschi, con tutto il mio affetto vi do un grandissimo abbraccio: siete forti, ne uscirete, ne usciremo tutti più forti di prima. Sento in maniera particolare e toccante quanto accade da voi perché sono tante le persone che conosco a Bergamo, a partire da Antonio Percassi, che era il mio presidente quando allenavo io l’Atalanta nella stagione 1992/1993 e poi sono molto legato a Bergamo, non solo perché per la mia carriera ha rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio. Mi sono trovato molto bene e ho avuto modo di conoscere a fondo tutti i bergamaschi: ho apprezzato il loro carattere e la loro generosità, valori che questa gente sta mostrando anche in un momento di così grande sofferenza e difficoltà“.

 RICORDI ATALANTINI SENZA RIMPIANTI – “Rimpianti? Assolutamente no, con l’Atalanta fu una grandissima stagione in tutto, aldilà della mancata qualificazione in Coppa UEFA. Ciò che avevo fatto in quel di Bergamo mi garantì prima il percorso con il Napoli e poi alla Juventus. Nel 1992/1993 abbiamo conquistato risultati molto importanti: battemmo la Juve in casa, due volte la Fiorentina (il famoso 0-1 al Franchi che sentenziò il famoso esonero viola di Gigi Radice), ed eravamo molto costanti per l’alta classifica, aldilà dell’esito finale tutto sommato buono. L’Atalanta di oggi è semplicemente una delle cose più belle successe in Italia negli ultimi anni per quanto concerne il calcio. È un piacere vederla giocare e chiunque guardi una sua partita, non può che tifarla. È il frutto dell’organizzazione e del lavoro di società e allenatore: l’Atalanta, oggi, è in alto, perché propone un calcio internazionale sia in Italia che in Europa“.
TRA CAMPIONATO E CHAMPIONS LEAGUE“In Serie A l’Atalanta è sempre costante ma soprattutto tra le prime cinque, in Europa si dimostra sempre capace di giocare a calcio, indipendentemente dall’avversario che si ritrova. In Europa può continuare a essere la mina vagante, ma non si può dire che stupisca: ora come ora la Dea è una vera e propria certezza. Negli ultimi anni, i giocatori hanno raggiunto un livello da grandissima squadra: la forza del gruppo riesce ad esprimere un gioco di ottimo livello, con valori tecnici, aggressività e l’entusiasmo di un pubblico che segue con affetto la squadra“.
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