Maurizio Sarri, il “sarrismo” tra bel gioco e critiche: l’ultima dall’Inghilterra

Pubblicato il autore: Paolo Russo Segui

Maurizio Sarri è uno degli allenatori più in voga del calcio italiano e non solo, da quando con il Chelsea ha vinto l’Europa League 2018-19. Il suo nome è spesso circolato però anche per via di alcune critiche mosse contro di lui per i suoi metodi di allenamento, le sue tattiche ossessive ed i suoi approcci talvolta considerati poco ortodossi. Di tanto in tanto a qualche suo ex giocatore tornano alla mente gli incubi del suo personale periodo sarriano, mosso spesso dalla frustrazione dell’aver assaporato un po’ troppo la panchina.

Sarri tra amore e risentimento

Maurizio Sarri, oltre ad essere un grande e vincente allenatore, è sicuramente un personaggio abbastanza controverso nel mondo del calcio. A Napoli era amato, e forse lo è ancora nonostante i tanti sfottò dei tifosi. Molti giocatori del club partenopeo ancora lo ereggono come maestro dei migliori anni del Napoli degli ultimi vent’anni. A Londra succedette al biennio d’oro di Antonio Conte, che con il suo carisma ha di certo lasciato il segno oltre che una Premier League ed una FA Cup. Alla Juventus fa continuamente parlare di sé, nonostante non si sia ben capito se per cause dirette o per fattori esterni ingovernabili. La Juventus domina in tutti gli ambiti, seppur con poco margine rispetto alle altre (diversamente dagli anni precedenti). Vero è che qualche screzio con i giocatori ogni tanto salta fuori, in particolar modo dal Dygualdo, il super trio d’attacco della Juventus. Ma questo, magari con meno frequenza, succedeva anche al caro Max Allegri.

Cahill ed il suo confronto Sarri – Conte

Oggi a parlare di Sarri ci pensa un suo ex giocatore ai tempi del Chelsea, Gary Cahill, difensore inglese decurtato a panchinaro dal tecnico livornese. Il difensore, oggi al Crystal Palace dopo 7 anni trascorsi nei Blues, ha rilasciato un’intervista al veleno per Maurizio Sarri, facendo paragoni neanche troppo velati con un altro tecnico ex blues, Antonio Conte.

“A metà stagione la mia relazione con Sarri era già finita. Difficile avere rispetto per alcune sue scelte. Sono rientrato in squadra dopo per via dei mondiali 2018 e ho perso alcuni dei consigli in pre-stagione, ma lui era molto interessato alle sue tattiche, forse troppo. Io sapevo che giocando 4-5 partite di fila avrei ritrovato certezze e condizione ma non ho mai avuto possibilità” afferma Cahill.

Parole al miele, invece, per Antonio Conte: “Un grande allenatore, come Mourinho era molto attento ai dettagli. Arrogante ma in senso buono, si tratta di fiducia. Se non sapevi a memoria cosa dovevi fare in campo, non giocavi.”

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