Paulo Sousa: “Mi piacerebbe allenare la Juventus. Su CR7 e Chiesa… “

Pubblicato il autore: SAP Segui

Paulo Sousa, ex allenatore di Fiorentina, Tianjin Quanjian e attualmente sulla panchina di Bordeaux, in questo momento è in Portogallo con la moglie dove ha rilasciato un’intervista a Tuttosport. Ecco alcuni pasaggi:

RIPRESA DEI CAMPIONATI E TAGLIO DEGLI STIPENDI
“E’ una domanda che dovete porre agli epidemiologi e a chi ha la competenza per decidere. Credo che si debba torne a giocare solo se ci sono le condizioni. E credo che non debbano essere solo i medici a consigliare la politica sulle decisioni da prendere, ma anche sociologi e psicologi, perché la situazione è complessa: c’è un problema con il virus e un problema con le vite di miliardi di persone. Credo che se questo si inserisce in un contesto di aiuto alle collettività sia giusto, anzi doveroso. Noi calciatori e allenatori siamo dei privilegiati e lo siamo due volte: abbiamo trasformato la nostra passione di bambini in un lavoro per svolgerlo veniamo pagati non bene, benissimo. Tutti andremo incontro a delle rinunce ed è giusto che le facciamo anche noi.”

SUGLI EFFETTI DEL VIRUS SUL CALCIO
“Spero che ci siano: un approccio più umano, una presa di coscienza più profonda di ciò che facciamo e di come lo facciamo. Questa situazione ci sta insegnando i veri valori, dovremmo ricordarceli.”

SU MAURIZIO SARRI
“Una scelta coraggiosa da parte della Juventus, ma un’ottima scelta. E’ un eccellente allenatore, che ha già lasciato una sua impronta nel calcio: per il gioco che propone e per il suo modo di essere. Personalmente è sempre stato bello affrontarlo, perché è un allenatore che ti stimola un pensiero calcistico superiore. Credo sia anche un vincente, come ha dimostrato al Chelsea.”

SU FEDERICO CHIESA
“Avevo notato fin dalle partite di allenamento contro la Primavera il suo modo di giocare, non solo per le qualità tecniche e fisiche, ma per la forza di volontà di crescere e di alzare sempre il suo livello. E’ uno che spinge a chiedere lo stesso al gruppo, è un trascinatore. Mi è piaciuto anche il modo con cui ha affrontato il passaggio in prima squadra. Sono convinto che diventerà un campione, ne ha tutte le qualità e le caratteristiche, e se dovesse approdare in un grande club come la Juventus, ne trarrebbe ancora più vantaggio perché amplierebbe il suo raggio di ispirazione e, a contatto con altri campioni altro livello, potrebbe ispirarsi e imparare.”

SE DOVESSE DARE UN CONSIGLIO A BERNARDESCHI
“Federico, credi in te stesso come io credo in te!”
– continua l’allenatore – “E’ un grande giocatore e diventerà un giocatore di alto livello. Ha una bella personalità, è un ragazzo molto sensibile ed ha qualità immense, che lui deve trovare in se stesso. Alla Fiorentina l’ho messo in fascia perché da quella posizione può allargare la sua visione del campo e può far male alle linee avversarie perché sa saltare l’uomo ed ha potenza fisica.”

SU CRISTIANO RONALDO E LA JUVENTUS
“Cristiano Ronaldo mi sembra Cristiano Ronaldo, quel giocatore pazzesco che continua a essere anche alla Juventus. Sembra infinito, forse lo è. E’ il capocannoniere della squadra, ha segnato più degli attaccanti ed i centrocampisti messi insieme, aiuta la squadra per vincere ed essere protagonista. Ha una voglia micidiale di migliorarsi. Quando l’ha preso la Juventus ho pensato: sono fatti l’una per l’altro. Stessa cultura del lavoro, stessa mentalità, stessa organizzazione finalizzata al solo obiettivo di vincere. Secondo me ha preso la miglior decisione della sua carriera, in questo momento della sua vita, con la Juventus che è tornata a primeggiare nel mondo e che lui può aiutare a vincere. Un matrimonio perfetto.” 

ALLENARE IN FUTURO LA JUVENTUS
“Ho sempre sognato una squadra che mi consentisse di allenare campioni e di provare a vincere, e la Juventus lo è senza dubbio. Non voglio arrivare alla Juve per la mia amicizia con Andrea (Agnelli ndr.). In certi casi funziona così, ma non per me. Un giorno mi piacerebbe meritare quella panchina perché credono che io possa dare qualcosa.”

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